“Cor core acceso… da la passione undici atleti Roma chiamò”
Intona così la canzone dedicata alla as Roma ancora oggi uno dei cori della curva sud giallorossa che infiamma le partite di calcio della squadra capitolina.
La canzone nasce con lo stadio di Campo Testaccio nel cuore della città, il terreno di gioco fu realizzato sul modello inglese, simile al Goodison Park dell’Everton. Dalla fusione di 3 squadre, Alba, Fortitudo e Roman prese vita la squadra della Roma che giocherà su questo campo dal suo esordio il 3 novembre 1929 sino al 2 giugno 1940. Questo fu un periodo fortunato per i calciatori dell’epoca, allo stadio di Campo Testaccio la Roma era pressoché imbattibile; è rimasto nelle cronache dei tempi e anche in una pellicola cinematografica il famoso 5-0 contro la Juventus.

Oggi la Roma sembra non trovare pace nella ricerca continua di una casa di proprietà. A Tor di Valle il progetto per lo stadio ha subito rinvii, modifiche, continue revisioni, battute d’arresto e chissà come andrà a finire. Mentre Campo Testaccio è stato inserito all’interno del documento in cui si trovano i cosiddetti “Impianti di rilevanza municipale” e per questo di competenza del I Municipio. Dopo anni di oblio, lo scorso autunno è stata operata una bonifica che aveva restituito speranza agli abitanti del quartiere, ai romantici tifosi e ai calciatori esordienti della Roma giovanile. Di proposte sulla destinazione finale di Campo Testaccio negli anni ce ne sono state tante, da parco giochi a parcheggio, fino a tornare al progetto di essere quello che è sempre stato: un campo da calcio. Sarebbe utile per le categorie dei giovanissimi, dei pulcini e degli esordienti della Roma.

Da ottobre 2018 data in cui è stata effettuata la bonifica ad oggi, l’erba ed il degrado stanno riprendendo il sopravvento. L’area dovrebbe essere messa in sicurezza prima di qualsiasi altro intervento, purtroppo la natura non segue i tempi tecnici.
A prescindere dalla fede calcistica è un peccato che sia abbandonato al degrado un sito che si trova in uno dei quartieri più antichi della capitale. Allo stato attuale è un’enorme buca incolta, rifugio per disperati e per animali. Potrebbe tornare ad essere una risorsa per tutti cittadini e un modo per riqualificare il quartiere.

“INNO” CAMPO TESTACCIO
Cor core acceso….da la passione undici atleti Roma chiamò
e sott’ar sole der Cuppolone
‘na bella maja e du’ colori je portò.

Li du’ colori de Roma nostra
oggi signora der futtebbal,
non più maestri né professori
mo’ sò dolori
perché “Roma” ce sa fà.

C’è Masetti ch’è primo portiere;
De Micheli scrucchia ch’è ‘n piacere;
poi c’è quer torello de Bodini;
cor gran Furvio Bernardini,
che dà scòla all’argentini.

Poi c’è stà Ferraris er mediano,
granne nazionale e capitano;
Chini, Fasanelli e Costantino,
cò Lombardi e cò D’Aquino;
Vorche è ‘n mago pe’ segnà!

Campo Testaccio
ciai tanta gloria,
nessuna squadra ce passerà.
Ogni partita
è ‘na vittoria,
ogni romano è n’bon tifoso e sà strillà.
Petti d’acciaio, astuzia e core
corpi de testa da fa ‘ncantà.
Passaggi ar volo co’ precisione
e via er pallone che la rete và a trovà.

Quanno che ‘ncomincia la partita
ogni tifosetta se fà ardita,
strilla Forza Roma a tutto spiano co’ la bandieretta ‘n mano,
perchè cià er core romano.

L’ala centra e Vorche tira e segna,
questo è er gioco e “Roma” ve lo ‘nsegna!
Cari professori appatentati
sete belli e liquidati
perché Roma ce sa fà.

Semo giallorossi e lo sapranno
tutti l’avversari de st’artranno.
Fin che Sacerdoti ce stà accanto
porteremo sempre er vanto
Roma nostra brillerà