Agenzia delle Entrate, attenti alle truffe online. L’Agenzia mette in guardia dal “phishing”

Nuove campagne di phishing a tema criptovalute

“Recentemente sono state individuate diverse campagne di phishing che sfruttano in modo fraudolento il nome, il logo e la grafica dell’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di sottrarre informazioni finanziarie e patrimoniali agli utenti. Il tema comune è la presunta obbligatorietà di una dichiarazione di possesso di cripto-asset digitali, talvolta accompagnata da richiami a scadenze imminenti per indurre urgenza nella vittima.
Tra queste campagne, una in particolare integra tecniche di phishing e vishing, adattandosi dinamicamente alle risposte fornite dalla vittima. Il termine vishing (contrazione di voice phishing) indica una tecnica di frode in cui il malintenzionato induce la vittima, tramite una comunicazione vocale, a rivelare dati sensibili, codici di sicurezza o a effettuare pagamenti.
La campagna conduce la vittima su un sito che imita il portale istituzionale dell’Agenzia delle Entrate. In una prima fase, la vittima viene invitata a inserire il proprio codice fiscale e numero di telefono cellulare tramite un modulo che richiama i sistemi di autenticazione dell’Agenzia.

 

Successivamente, l’utente accede a un modulo di dichiarazione adattivo in cui compare un codice fiscale inserito e uno stato “In attesa di verifica patrimoniale“, a simulare una pratica già aperta a suo carico.

 

Il modulo chiede quindi se la vittima utilizzi wallet o exchange di criptovalute. A seconda della risposta, il flusso si biforca:

se risponde Sì, vengono richiesti il wallet/exchange utilizzato, la data dell’ultimo deposito e il valore stimato del patrimonio in criptovalute;


se risponde No, vengono richiesti il nome dell’istituto bancario (es. Intesa Sanpaolo, Unicredit) e l’ultimo saldo del conto corrente in euro.

Dopo l’invio, la vittima visualizza una schermata che simula un errore di sincronizzazione, con la motivazione che i dati forniti risulterebbero incongruenti con l’anagrafe tributaria. La pagina avverte del rischio di “emissione automatica di un avviso di accertamento” e di “blocco cautelativo degli asset“, e invita la vittima a chiamare un numero presentato come “Ufficio Verifiche di Milano“. È in questo momento che il phishing si trasforma in vishing: la vittima, già in stato di allerta, viene spinta a contattare telefonicamente l’attore malevolo per completare la truffa.

L’Agenzia delle Entrate disconosce queste comunicazioni, rispetto alle quali si dichiara totalmente estranea.
Raccomandiamo come sempre di prestare massima attenzione qualora si ricevessero email analoghe all’esempio sopra riportato e vi invitiamo a cestinarle immediatamente.
In caso di dubbi sulla veridicità di una comunicazione ricevuta dall’Agenzia, il nostro consiglio è di effettuare una verifica preliminare consultando la pagina “Focus sul phishing” del portale istituzionale dell’Agenzia, oppure rivolgendosi ai contatti reperibili sempre sul portale istituzionale www.agenziaentrate.gov.it o direttamente all’Ufficio territorialmente competente”.

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