Ci sono varie ragioni per cui il Master 1000 di Indian Wells è conosciuto come il “Paradiso del Tennis”. Ufficialmente il torneo ATP è il BNP Paribas Open e si svolge presso l’Indian Wells Tennis Garden, un immenso complesso situato a Indian Wells, nella contea di Riverside, in California.
Il Tennis Paradise
L’Indian Wells Tennis Garden ospita 29 campi mantenuti meticolosamente e vanta il secondo stadio all’aperto più grande del mondo, lo Stadium 1 ha una capacità di circa 16.100 posti a sedere.
Gli atleti del circuito amano l’ampia disponibilità di campi di allenamento e i servizi di lusso; non a caso il torneo è stato votato dai tennisti come “Torneo dell’anno” nella categoria Masters 1000 per dieci anni consecutivi.
Larry Ellison, il miliardario co-fondatore di Oracle, ha acquistato il torneo nel 2009, investendo massicciamente per trasformarlo in una destinazione d’élite con ristoranti stellati e giardini spettacolari, rendendo l’intero impianto un’oasi di lusso e tecnologia.
Situato nel deserto della California, nel cuore della Coachella Valley, circondato da rinomate località turistiche della California meridionale, offre un clima ideale e un’atmosfera rilassata che lo rende simile a uno Slam (è spesso definito il “quinto Slam”) ma con meno stress per fan e giocatori, con un’affluenza di circa 500.000 spettatori rende il torneo uno dei più prestigiosi.
Qui Roger Federer e Novak Đoković vantano 5 titoli ciascuno e 3 Rafael Nadal. Dal 2024 hanno vinto Carlos Alcaraz, Jack Draper e quest’anno Jannik Sinner.
La Coachella Valley è famosa nel mondo anche grazie al Coachella Valley Music and Arts Festival si tiene presso l’Empire Polo Club nella vicina città di Indio. Il torneo di tennis apre la stagione dei grandi eventi nel deserto a marzo, seguito ad aprile dal festival musicale. Entrambi contribuiscono a rendere la valle una delle destinazioni mondiali più iconiche per lo sport e l’intrattenimento.
Con il trionfo a Indian Wells 2026, Jannik Sinner ha completato la collezione di tutti i titoli ATP Masters 1000 disputati su campi veloci (cemento): Canadian Open (2023), Miami Open (2024), Cincinnati Open (2024), Shanghai Masters (2024), Paris Masters (2025) e Indian Wells (2026).
Jannik Sinner ha aggiunto l’unico tassello mancante nel suo palmarès per quanto riguarda i grandi tornei sul duro e, con questa vittoria, è diventato il più giovane tennista della storia a vincere tutti i “Big Titles” sul cemento, un’impresa riuscita in precedenza solo a leggende come Roger Federer e Novak Djokovic.
Indian Wells
L’edizione 2026 di Indian Wells ha segnato il consolidamento della nuova élite del tennis mondiale, con uno Jannik Sinner protagonista assoluto sul cemento che ha confermato i
progressi nel suo stile tennistico scacciando nel migliore dei modi le nubi che buona parte dei critici stavano addensando su di lui. Allo stesso tempo, il torneo ha mostrato grande equilibrio e imprevedibilità, tra exploit dei giovani, ritorni dei veterani e match di altissimo livello, confermandosi uno degli eventi più ricchi di spettacolo dell’intero circuito.
Le partite più importanti
Finale: Jannik Sinner vs Daniil Medvedev
La finale è stata il vertice tecnico del torneo. Jannik ha battuto Daniil Medvedev 7-6, 7-6, con due tie-break incredibili che hanno segnato una sfida giocata su equilibri sottilissimi, senza break decisivi ma dominata dall’italiano nei momenti chiave.
Al cardiopalma il tie-break del secondo set Medvedev era avanti 4-0, con un parziale di 8 a 0 negli ultimi game. Dopo due mini break subiti in apertura, e servizio per il russo, un’altro punto avrebbe compromesso in modo forse irreparabile l’esito del set. Qui Sinner, come spesso accade, ha innalzato il livello del suo gioco a livelli insostenibili per l’avversario, prima recuperando i due mini break e poi inanellando altri cinque punti consecutivi, ribaltando completamente l’inerzia e vincendo per 7-4. Chiude il match, vince il torneo e si punta l’indice sul cuore.
Dopo che le due sconfitte subite dal nostro numero 1 in semifinale a Melbourne e ai quarti di Doha erano state vissute come un dramma nazionale, tutto sembra tornato al suo posto, con il campione azzurro di nuovo a sollevare un trofeo dopo una battaglia con un altro ex N.1, Daniil Medvedev, tornato in una finale 1000 dopo due anni di dolorosa assenza e che sembra aver ritrovato le motivazioni e i colpi dei suoi tempi migliori a trent’anni suonati.
il rovescio di Medvedev è stato sicuramente il colpo più rilevante nelle sue prestazioni, mostrandosi letale nella semifinale contro Alcaraz ma meno incisivo sotto la pressione costante di Sinner in finale. Un servizio sempre affidabile gli ha permesso di gestire i turni di servizio offrendo poche occasioni a Jannik di fare break, un paio, di contro nelle discese a rete ha dimostrato la sua poca attitudine a gestire le situazioni in quella parte del campo dove non si trova propriamente a suo agio come negli ultimi centimetri di fondo.
Nel primo set il russo ha dominato diversi scambi prolungati proprio sulla diagonale di rovescio, trovando anche un rovescio inside-out giudicato imprendibile che gli ha permesso di tenere il servizio con autorità.
Nonostante questa sua solidità, il Medvedev è rimasto “pietrificato” di fronte a soluzioni spettacolari di Sinner, come un passante di rovescio a una mano che ha segnato l’undicesimo game del primo set.
La sfida è stata caratterizzata da un altissimo livello tecnico e, soprattutto, da una straordinaria resilienza mentale dell’azzurro, con una straordinaria capacità di gestire i momenti di massima pressione. Nonostante la pressione costante del russo, Sinner ha mantenuto una percentuale dell’83% di punti vinti con la prima nel torneo e un impressionante 91% nella sola finale. Non ha concesso nemmeno una palla break in tutto l’incontro, annullando ogni tentativo di fuga dell’avversario. Sotto pressione, l’azzurro non si è limitato a colpire forte da fondo ma ha mostrato una maturità tecnica superiore, eseguendo colpi spettacolari come un pallonetto millimetrico e un delizioso passante di rovescio a una mano.
La sensibilità di Jannik è oramai conosciuta a tutti nel mondo ma questo ragazzo non finisce mai di sorprenderci. Subito dopo aver battuto Daniil Medvedev in finale, Sinner ha seguito la tradizione di firmare la telecamera scrivendo “Bravo Kimi”, aggiungendo un
pensiero per il pilota della Mercedes e dedicandogli così la sua prima vittoria a Indian Wells, per celebrare il primo successo in Formula 1 del giovane pilota bolognese avvenuto nello stesso giorno. Nel discorso ufficiale sul campo, Jannik ha sottolineato l’importanza del momento per lo sport italiano: “È una giornata speciale per l’Italia… è incredibile. Grazie Kimi, grazie Formula 1”. Rientrato in Italia, Kimi Antonelli si è detto sorpreso e onorato del gesto, dichiarando al Corriere dello Sport: “Ho ringraziato Jannik, l’ho apprezzato moltissimo. Siamo solo all’inizio”. Sono ragazzi. Sono italiani. Sono campioni, in campo, sulle piste come fuori dalle competizioni.
Un percorso netto quello dell’altoatesino che lo ha portato in finale senza perdere un set ma con match sofferti e complicati. Dopo i due incontri vinti in scioltezza con D. Svrcina ( 6-1; 6-1) e D. Shapovalov ( 6-3; 6-2) ai sedicesimi la battaglia di forza con l’astro nascente del tennis mondiale J. Fonseca che seppur sconfitto con un doppio 7-6 a 19 anni conferma
tutte le sue potenzialità per potersi inserire un domani nello stradominio Sinner-Alcaraz e sicuramente già oggi risulta un ostacolo difficile da superare per chiunque lo incontri sul campo da gioco. Agli ottavi di nuovo un incontro con uno dei giovani più talentuosi, l’americano L. Tien, ventenne e già N.21 del ranking mondiale ATP. Il match si chiude senza storia a favore dell’azzurro che impartisce una dura lezione al ragazzo californiano allenato da Michael Chang, vincitore dell’Open di Francia nel 1989 e che ha raggiunto come miglior classifica il secondo posto del ranking del tennis mondiale maschile ATP.
Semifinale meno complicata di quanto si potesse immaginare contro il N.3 al mondo Alexander Zverev, chiusa con un netto 6-2 6-4. Nel primo set la partita è stata equilibrato nei primo quattro game dove entrambi hanno tenuto il servizio senza grossi problemi grazie a prime imprendibili e quasi nessun errore in battuta. Dopo il 2-2, Sinner
ha piazzato il break decisivo nel quinto gioco, involandosi poi verso la vittoria del parziale con una serie di colpi profondi che hanno messo in crisi il tedesco. Nel secondo set il livello è rimasto alto, ma Sinner è stato implacabile nei momenti chiave. Sul 15-30 nell’ultimo game, l’azzurro ha messo a segno due ace consecutivi per procurarsi il match point e chiudere la sfida lasciando al tedesco solo una palla break non convertita in tutta la partita.
Semifinale: Daniil Medvedev vs Carlos Alcaraz
Questa possiamo dire che sia stata la vera “svolta” del torneo. Medvedev ha battuto
Carlos Alcaraz 6-3, 7-6 interrompendo così una striscia positiva del murciano di 16 vittorie consecutive nel 2026 e una serie negativa del russo nei confronti diretti. E’ stato un match molto tattico dove il russo ha imposto il ritmo e la profondità tipiche del suo gioco da fondo campo irretendo il talento spagnolo in una ragnatela da cui non è riuscito a districarsi, anche se poi ha provato a rientrare nel secondo set, cedendo solo nel tie-break.
Le sorprese più grandi
Jack Draper elimina Novak Djokovic
Il britannico Draper, detentore del titolo, da poco rientrato nel circuito viene da un periodo difficile per il lungo recupero post infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi da gioco per circa otto mesi a cavallo tra l’anno scorso e quest’anno, in seguito ad una “contusione ossea” o “bone stress” complessa al braccio sinistro (quello con cui serve), che lo ha costretto al ritiro dopo il primo turno degli US Open 2025 e a chiudere anticipatamente la stagione 2025.
Probabilmente è stata una delle partite più spettacolari del torneo, deliziata da scambi di altissimo livello e continui ribaltamenti, conclusa dopo una battaglia fisica e mentale di oltre due ore e decisa al tie-break del terzo set.
Eliminazione di Musetti al secondo turno
Il ritorno in campo di Musetti, dopo lo stop per l’infortunio all’adduttore subito agli Australian Open, è stato amaro. Il tennista carrarese, testa di serie numero 5 e numero 5 del mondo al momento del torneo, è apparso lontano dalla condizione migliore. Contro
Fucsovics è rimasto in partita fino al 5-5, ma ha subito il break decisivo nel finale, permettendo all’ungherese, 34 anni e N.54 del ranking ATP, di chiudere il set 7-5.
Nel secondo set non c’è stata partita. Fucsovics ha dominato la frazione, approfittando di un Musetti falloso (ben 26 errori gratuiti totali) e poco incisivo al servizio, chiudendo rapidamente sul 6-1.
Flavio Cobolli vince il torneo di doppio misto
Flavio Cobolli ha vinto il torneo di doppio misto a Indian Wells 2026 in coppia con la svizzera Belinda Bencic, sconfiggendo in finale la coppia testa di serie n. 1, composta da Gabriela Dabrowski e Lloyd Glasspool, con il punteggio di 6-3, 2-6, [10-7]
In semifinale la coppia italo-svizzera è uscita vittoriosa nel derby italiano contro i campioni uscenti Sara Errani e Andrea Vavassori.
La coppia è nata quasi per caso dopo un’esibizione giocata insieme in Cina nel 2025; Bencic ha proposto la collaborazione a Cobolli, che ha accettato nonostante un recente infortunio al polso.
Adesso il circuito si è spostato in Florida, con un Coast to Coast che porterà i migliori giocatori al mondo a contendersi da oggi il trofeo del Miami Open, secondo appuntamento dell’iconico Sunshine Double dove Jannick Sinner proverà l’impresa, riuscita solo a 11 tennisti nella storia, di vincere i due tornei nello stesso anno. Dal caldo secco del deserto della California all’umidità della Florida, un’altra settimana di grande tennis da vivere con i nostri azzurri tra i favoriti per le fasi finali.





