Antenna 5G Montelarco, la Inwit presenta ricorso al Consiglio di Stato

La Inwit ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che aveva dato ragione ai residenti di Montelarco i quali avevano contestato  l’installazione di una antenna 5G all’interno del Consorzio di Rignano Flaminio. Diverse e puntuali le osservazioni della società tra le quali, quelle nel merito della sentenza di sospensiva del procedimento da parte del TAR,  fondata sulla presunta insufficiente pubblicità data alla delibera di autorizzazione all’installazione dell’impianto.

Secondo gli avvocati Lattanzi, Cantella e d’Auria che hanno presentato il ricorso per conto della società Inwit, la normativa vigente non impone “una specifica modalità di pubblicizzazione delle domande volte ad ottenere il titolo per l’installazione di impianti di tlc”.

“L’Amministrazione procedente (cioè il Comune di Rignano ndr) – prosegue il testo –  ha pienamente assolto l’obbligo con la pubblicazione, sull’albo pretorio fisico e on line, della delibera del Consiglio comunale n. 17 del 30.5.2025 di approvazione – dopo la presentazione dell’istanza (avvenuta il 17 maggio precedente) – dello schema di contratto di locazione a Inwit dell’area comunale di cui è causa, corredato da un elaborato grafico”.

Secondo la società, quindi, dalla predetta delibera e dallo schema del contratto di locazione si evincevano sia l’esatta ubicazione dell’antenna che l’intenzione del Comune di autorizzarne la realizzazione, potendosi agevolmente intuire l’impatto che l’opera avrebbe avuto sul territorio limitrofo.

“Si tratta, del resto – proseguono gli avvocati della Inwit – delle medesime informazioni sulla base delle quali gli odierni ricorrenti hanno individuato, nel ricorso originario, l’ipotetico pregiudizio, e che avrebbero quindi consentito loro di prendere tempestivamente parte al procedimento autorizzatorio, all’occorrenza esercitando sin da subito il diritto di accesso”.

La società inoltre rileva che il ricorso al Tar proposto dai cittadini di Montelarco, non avrebbe avuto titolo per essere ammesso: gli avvocati della Inwit infatti ritengono che esso sia “inammissibile per carenza di legittimazione attiva e di interesse in capo ai ricorrenti. I certificati di residenza presentati dimostrano appunto, la residenza di alcuni di questi negli immobili (asseritamente) limitrofi, ma non la proprietà delle relative abitazioni, dalla quale soltanto potrebbe discendere un concreto pregiudizio patrimoniale”.

Infine nel ricorso è richiesta una pronuncia urgente da parte del Consiglio di Stato, per consentire di mettere in atto tutte le attività propedeutiche affinché l’impianto si attivo entro il 30 giugno prossimo, in quanto facente parte del Piano Nazionale del 5G finanziato con fondi del PNRR.

 

 

 

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