Da ieri a mezzanotte i sistemi informatici della Regione Lazio sono bloccati da un attacco hacker senza precedenti. Per gli esperti, il più potente attacco mai subito da un’istituzione italiana, le cui potenzialità e conseguenze al momento non sono calcolabili. L’attacco va avanti oramai da più di 38 ore.

Secondo quanto ha appreso AGI, il ransomware che ha colpito i sistemi informatici della Regione Lazio avrebbe infettato “sia le aree di produzione che quelle di backup dei dati“, hanno spiegato altre fonti. Si tratta di fatto di uno degli scenari peggiori possibili perché, se confermato, alla Regione non resterebbe altro che pagare il riscatto. La richiesta degli attaccanti è arrivata “nella serata di ieri”. Una cifra che per ora non è stata divulgata, ma “da pagare in Bitcoin“.

L’attacco, precisano le fonti, “sembrerebbe essere arrivato dalla Germania, ma di questo non c’è certezza“. Gli hacker, viene spiegato lasciando trasparire preoccupazione, avrebbero avuto accesso al computer di “uno degli amministratori di sistema di LazioCrea, con credenziali avanzate che hanno consentito ai cybercriminali di lavorare a lungo all’interno dei sistemi informatici” della regione e preparare “per settimane” un attacco sferrato alla mezzanotte del primo agosto.

Oggi pomeriggio, lunedì 2 agosto, il presidente della regione Nicola Zingaretti terrà una conferenza stampa per fare il punto della situazione.

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