Aprile 12, 2026

Capena, giudizio immediato per gli assassini di Luigi Cena. Udienza il 6 luglio.

“La Procura della Repubblica di Tivoli ha esercitato l’azione penale con richiesta di giudizio immediato nei confronti dei tre uomini ritenuti responsabili del delitto di omicidio in concorso aggravato dall’aver agito per futili motivi e approfittando di circostanze di tempo, luogo e persona tali da ostacolare la difesa; la brutale aggressione, consumata nella tarda serata del 5 ottobre 2025, cagionava la morte di Stefano CENA, giostraio di Capena, deceduto il successivo 14 ottobre.
Le indagini approfondite svolte dai Carabinieri della Stazione di Capena e della Sezione Operativa della Compagnia di Monterotondo, sotto la costante direzione del Pubblico Ministero, hanno consentito di ricostruire in dettaglio la dinamica del fatto in poco più di 5 mesi.

I tre sono attualmente sottoposti alla misura cautelare della custodia in carcere.

Il GIP ha emesso in data 1° aprile 2026 il decreto che dispone il giudizio immediato; il dibattimento si svolgerà davanti alla 1^ Corte d’Assise di Roma con inizio il 6 luglio 2026“.

Lo comunica la stessa Procura della Repubblica di Tivoli.

Il 5 ottobre scorso durante la Sagra dell’UvaStefano Cena (detto Luigi) ,dopo una lite per futili motivi,  fu colpito ripetutamente con calci e pugni in testa, con una tale violenza da causarne la morte dopo un’agonia in ospedale, il 14 ottobre successivo. Il pestaggio si è consumato davanti agli occhi della moglie, che implorava gli assassini di smettere.

Gli autori del massacro sono tre giovani, due di 20 anni uno di 25, tutti residenti a Capena. Grazie alle telecamere di sorveglianza,  ad alcuni video girati con i cellulari e alle deposizioni di alcuni testimoni,  i Carabinieri di Capena e di Monterotondo hanno potuto identificare i responsabili dell’assassinio. I futili motivi per i quali è scattata la violenza criminale dei tre rappresenteranno un’aggravante nel giudizio davanti alla Corte d’Assise, oltre al fatto che i tre hanno continuato a colpire con furia  il giostraio anche quando era a terra, senza possibilità di difendersi.

 

 

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