La rinascita di una biblioteca è prima di tutto un’emozione. Vuol dire che si perimetra e si sottrae uno spazio al frastuono del mondo. L’eremo restituisce ossigeno alle storie che i libri trasportano, alla sapienza che contengono, alla magia della creazione che li ha ispirati. Ieri sera Capena questo è accaduto. E’ stata riaperta la biblioteca comunale Francesco Mirra dopo un lungo lavoro di recupero, di pareti, volumi e arredi, volto a farne un luogo dove, semplicemente, star bene. Si sono aperte le porte di un piccolissimo segmento di quella infinita biblioteca sognata e raccontata da  Jorge Luis Borges, il bibliotecario meraviglioso.

Un buon lavoro, targa ricordo per Angela Bernardoni

Un lavoro certosino portato avanti con cura, passione e fatica  dal Comitato di Gestione, dalla Presidente Rosaria Graccione e da Mario Armellini che da volontario e pensionato ha coordinato un gruppo di giovani e dedicato tempo alla ricostruzione. Il risultato è stato reso possibile coltivando una terra fertile già arata negli anni scorsi dalla storica presidente Angela Bernardoni deceduta l’anno scorso. Donna di grande generosità e sapere che ha presieduto il Comitato gestione per lunghi anni, gettando le basi della ripartenza.Il sindaco Roberto Barbetti ha ricordato questa sua opera  quasi decennale, consegnando una targa che indicherà una sala a lei dedicata e realizzata dall’artista Nina Kulmann. E’ stato fatto un buon lavoro soprattutto per definire il ruolo della biblioteca nella vita della comunità: non solo luogo di conservazione e consultazione, ma “agente attivo di promozione culturale” ha spiegato Armellini nel suo intervento. Significa lavoro in rete, bibliobancarella durante le feste e al mercato settimanale per vendere libri e finanziare le minute  spese di funzionamento, creazione di un archivio di documenti storici di Capena. E ancora bookcrossing, biblioteca itinerante, un circolo scacchi, recite di poesie , presentazione libri, letture e iniziative con la compagnia teatrale Damarte che opera nel paese. Le stanze della biblioteca si candidano a diventare una sorta di cabina di regia  per arrivare nei quartieri e nelle case. Intanto però manca ancora il collegamento alla rete, anello di congiunzione  essenziale nel 2021 per rendere credibile qualunque rinascita. “E’ ormai in dirittura d’arrivo” dice la presidente Graccione. Intanto il chiasso in cui siamo immersi ogni secondo della nostra vita, è interdetto: rimane fuori da queste mura che sono un bene comune e prezioso. O almeno dovrebbe.