Che ne sarà del Centro commerciale Tiberinus di Capena? Attualmente del complesso che si trova in regime di amministrazione giudiziaria, sono rimasti in attività solo due grandi negozi (OVS e Liviana Calzature) che comunque nonostante la chiusura di supermercato e bar continuano ad avere un buon movimento di clienti.
Dei negozi rimasti (completamente deserto il piano superiore) uno è attualmente proposto in affitto da una agenzia immobiliare: si tratta del locale che ospitava il bar.
Dopo l’ultima sentenza della Cassazione (febbraio 2026) che ha respinto l’ennesimo ricorso, la lunga e complessa vicenda giudiziaria legata al centro commerciale Tiberinus si i sta avviando verso la conclusione. Una vicenda che ha inizio nel 2017 quando l’indagine della Guardia di Finanza di Roma e Padova ha svelato un collaudato sistema di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.
I manager svuotavano sistematicamente le casse del centro commerciale Tiberinus e del suo “gemello” Megliadino (situato in Veneto in provincia di Padova) mentre i flussi finanziari e i rami d’azienda venivano trasferiti a nuove società create appositamente per sottrarre il patrimonio ai creditori legittimi e al fisco. Questo meccanismo ha portato al crac finanziario della struttura di Capena, lasciando ingenti debiti verso i fornitori, i lavoratori e lo stesso Comune di Capena per i tributi locali. Oltre 1 milione di euro la somma che il Comune dovrà avere una volta che l’amministrazione giudiziaria potrà mettere mano ai patrimoni sequestrati e liquidare così i creditori.
Il fallimento della Centro Commerciale Tiberinus s.r.l. è diventato un terreno di scontro legale internazionale: la Group Condotte S.A. (allora in liquidazione e che aveva acquisito la società Tiberinus nel 2013) è entrata direttamente nelle procedure fallimentari della società di Capena. La società, che aveva sede in Svizzera, era un ramo della Società Italiana per le Condotte d’Acqua, poi fallita e rinata nel 2023 con il nome di Condotte 1880.
Oltre ai risvolti penali – culminati in diverse ondate di arresti e sequestri milionari a carico dei manager responsabili – la vicenda ha causato il progressivo abbandono commerciale della struttura di Capena. La chiusura delle indagini e la successiva liquidazione potrebbero sancirne il rilancio.





