Ha destato particolare interesse e in certi casi stupore la performance artistica realizzata due giorni fa a Trento da Marco Nones. Ma ha colto nel segno.

E raggiunto il suo obiettivo, anche a livello mediatico: invitare alla riflessione, non all’indifferenza, sui cambiamenti climatici.

I 120 cervelli di ghiaccio sono stati realizzati con un calco del Muse e poi collocati su altrettanti supporti realizzati con il legno degli abeti della val di Fiemme schiantati dalla tempesta Vaia a fine ottobre scorso.

Ho realizzato questa performance – spiega Nones – per sottolineare l’indifferenza che ci coglie dopo aver visto delle immagini di ghiacciai che si sciolgono, alberi sradicati dal vento etc. Questo ci fa male ma dura veramente poco fino a quando il nostro vivere quotidiano ci porta dentro le nostre occupazioni nell’assoluta indifferenza verso il pianeta. Ho voluto evidenziare ciò attraverso questi cervelli di ghiaccio, il nostro cervello che si scioglie lasciando indelebile l’indifferenza. Una provocazione per riflettere oltre questo sentimento“.

(foto Daniele Panato)