Affrontare subito la criticità dei mezzi di trasporti anche chiedendo aiuto all’esercito, evitare la corsa ai tamponi, puntare su medici di base e pediatri per arginare l’avanzare del  virus.  Queste le indicazioni di marcia suggerite da  Francesco Vaia direttore sanitario dello Spallanzani e dunque in prima linea dal primo giorno per contrastare l’avanzata dell’epidemia, oggi in un’intervista al Corriere delle sera on line.

Bus turistici mezzi militari per potenziare trasporti pubblici

Per bypassare il problema dei mezzi di trasporto e del loro affollamento, vero veicolo di trasmissione del virus, sarebbe necessario, secondo Vaia, pensare “a un’integrazione con privati, come ad esempio con i bus turistici, vista anche la crisi che attraversa il settore, e i mezzi militari. I soldati ci hanno aiutato con le zone rosse e con Strade sicure, ora possono aiutare ancora il Paese».

No corsa ai tamponi

Il direttore sanitario dello Spallanzani sconsiglia la corsa al tampone “è importante capire – spiega – che il test molecolare va orientato dalla clinica: va cioè analizzata la situazione dai medici per capire chi ne ha bisogno e chi no; va individuato quando c’è stato il contatto a rischio e vanno aspettati 4-5 giorni altrimenti si rischia di risultare falsi negativi perché si è in fase presintomatica”. Per la riammissione a scuola “il tampone non sempre serve. Il bambino va visitato dal pediatra e sarà lui a decidere se il paziente necessita del test oppure no. Non può essere la scuola, dove per altro il contagio non nasce ma viene portato. In questa fase va evitato che diventino incubatori». Insomma niente panico, ne usciremo, in campo ci sono terapie efficaci e affinate rispetto allo scorso marzo ed i vaccini sono in dirittura d’arrivo, i piu ottimisti parlano di primi lotti già a fine dicembre i più realisti  dicono invece che bisognerà attendere la primavera.  Insomma “adda passa” il nostro inverno come fosse “a nuttata” di Eduardo de Filippo