Danno infiamma Testaccio Estate: due ore di rap, politica e Roma al centro della scena

Non poteva che essere una festa la serata di Danno a Testaccio Estate. Lo si percepiva già dalla lunga fila all’ingresso, dal sold out annunciato, dal pubblico in attesa sotto il palco e dalle maglie dei Colle der Fomento che si incrociavano lungo la strada verso la Città dell’Altra Economia, a Roma. Tutti in attesa di vedere uno dei padri fondatori del rap romano.

Una festa che ha portato sul palco tutta la scena della capitale: c’erano i Cor Veleno (da brividi il tributo a Primo Brown), Gemitaiz e Noyz Narcos, c’era la Roma underground di Chef Ragoo e Suarez, quella old school con Gast, Dj Baro, Maskk, oltre alle rime di Ensi e il blues di Motta. Ma c’era soprattutto lui: Simone Eleuteri, 52 anni, creatore insieme a Masito e Ice One dei Colle der Fomento.

“AKA Danno” è il suo primo album da solista, prodotto insieme a DJ Craim un lavoro che rappresenta anche una svolta artistica e politica. Lo racconta chiaramente in Vamos a la Playa, dove canta: «È inutile che stamo qui a fa gli MC se poi nun dimo un cazzo».

E sul palco Danno non risparmia nessuno. Le sue parole colpiscono Vannacci, Trump, l’ICE, la Chiesa. Colpiscono anche Roma, protagonista da sempre delle sue liriche, città amata visceralmente e allo stesso tempo messa sotto accusa. «Si arriva a un punto in cui quello che ami lo devi bruciare» dice prima far partire “Brucia Roma”, una delle tracce più intime e dolorose di un disco e di una serata che va ben oltre il semplice concerto e diventa un viaggio dentro le fragilità dell’autore. Danno parla di dolore, di smarrimento e di vulnerabilità, senza rinunciare all’ironia: «Anche perché se stavamo bene non facevamo st’album», scherza con il pubblico. E così tocca corde nascoste, profonde, come in Colibrì, in Svegliami, una traccia impreziosita dalla collaborazione con Motta. «Un essere speciale – così lo descrive Danno – uno dei più forti musicisti italiani, uno dei miei migliori amici e io mi vanto di poter collaborare con lui».Per oltre due ore il rapper romano porta in scena un rap autentico, lontano dalle mode, capace di emozionare e di far riflettere. Prima dell’abbraccio finale, dell’inchino davanti al pubblico: «Grazie avermi sempre dato e per continuare a darmi il permesso di fare questa roba qui».

Parte alla grande, insomma, il mese di luglio di Testaccio Estate, il festival che porta alla Città dell’Altra Economia musica, comicità, dibattiti. Si proseguirà con un altro nome simbolo del rap romano, Gemello, l’11 luglio, ma prima c’è spazio alla nuova musica italiana i Queen of Saba e Poppe Party, venerdì 2 luglio. Poi i Mellow Mood, Ele A, i Sud Sound System ma anche dibattiti e incontri dedicati all’attualità, alla politica, al territorio e alla cultura. Un programma aperto, plurale, che racconta ogni sera un volto diverso della città. E che conferma Testaccio Estate come uno degli appuntamenti più vivi dell’estate romana.

Lamberto Rinaldi
Lamberto Rinaldi
Classe 1994, una laurea in Filologia Moderna e un tesserino da pubblicista. Prof di Lettere di giorno, giornalista di notte. Su Il Nuovo dal 2016, scrivo per ilCatenaccio e Stampa Critica. Andare, guardare, cercare di capire, raccontare.

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