Elena Bonelli è un’attrice e cantante italiana, ha frequentato il laboratorio teatrale di Gigi Proietti e l’Accademia Sharoff, ha seguito i corsi di Susan Strasberg all’Actors Studio di New York. Elena Bonelli ha calcato i teatri più prestigiosi sia nazionali che internazionali.

È ideatrice del Concorso “Dallo Stornello al Rap”, una manifestazione aperta a qualsiasi genere musicale dal pop al folk, al melodico, al rock, al reggae, al blues, al jazz, fino al rap, con l’unica condizione che i giovani cantanti e musicisti si esprimano su Roma e la sua condizione di oggi, ovviamente il dialetto romano è ben accetto.

Tra i vari premi ricevuti ricordiamo nel 2000 il Premio Roma – New York per l’Assemblea del Millennio al Palazzo ONU di New York, nel 2002 il Riconoscimento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per il Canto dell’Inno Nazionale, nel 2007 la Presidenza della Repubblica le conferisce la Targa d’Argento del Presidente Giorgio Napolitano, nel 2014 la Medaglia Guido Carli – Roma, Università Luiss Guido Carli.

Personaggi del calibro di Gigi Proietti, Pierfrancesco Pingitore e Enzo Trapani quanto sono stati importanti nella sua formazione artistica?

Sono stati i primi passi della carriera e quello che sono lo devo certamente anche a loro. Trapani purtroppo non c’è più, ma ha lanciato un nuovo modo di fare televisione con il programma che ho fatto con lui. Si chiamava DUE DI TUTTO ed è stato il precursore di Drive in. Fu il mio grande debutto in tv tra i protagonisti. Proietti? Non ci sono parole per definire la sua grandezza. È tutto! È Re Mida. Tutto ciò che tocca diventa oro. Lo ammiro infinitamente mi spiace solo una cosa, agli inizi ero timidissima ed ho avuto nei suoi confronti una grande soggezione e forse ho catturato poco le possibilità che questo incontro poteva offrirmi. Ma è stata una straordinaria partenza.

Cantante, attrice, regista, sceneggiatrice qual è il ruolo che sente più suo ?

Beh non c’è da soffermarsi a pensare: io sono una attrice. Il resto è un completamento. Sebbene la canzone romana ora sia diventata per me una missione molto importante che mi ha dato dei risultati straordinari. Uno fra tutti: per la prima volta una canzone romana va a Sanremo e ci va anche uno dei ragazzi uscito dal mio concorso Mirko e il cane ed è stato pluripremiato.

Nel 2000 ha rilanciato l’inno di Mameli in un cd con 7 versioni, cosa l’ha spinta ad intraprendere questa rivisitazione dell’inno?

Il fatto che in Italia non si cantava. Il capodanno del millennio ero a sentire il concerto al Quirinale e quando il maestro Muti intonò l’Inno nazionale nessuno lo cantò. Il giorno dopo scrissi una lettera a Ciampi dicendo che era una cosa tristissima che gli italiani non avessero l’abitudine di cantare l’inno e proposi al Presidente di fare un progetto per il rilancio di questa importante espressione di italianità. Incredibilmente accetto’ subito , mi diede carta bianca. Io ho lavorato per due anni, ho trovato importanti sponsor privati, ho messo insieme più di cento artisti tra coro e orchestra e due anni dopo il 13 febbraio 2002 è nato finalmente “Il redivivo” inno che per la prima volta ha risuonato al centro di uno stadio cantato da una donna che “recitava le sue parole” con 100 musicisti alle spalle e soprattutto una platea silenziosa con le lacrime agli occhi. Da allora anche i calciatori hanno cominciato a cantarlo e da allora risuona in ogni circostanza ufficiale. Il tutto grazie alla fantasiosa Bonelli e ad un presidente che senza mai conoscermi mi ha dato grande fiducia. Insieme siamo arrivati ad un importante risultato di cui sono molto orgogliosa. Grazie ancora per la fiducia Presidente Ciampi.

Che emozione le ha lasciato esibirsi nei teatri di guerra Pakistan, Kosovo e Afganistan e come descrive questa esperienza nel nome della pace?

Un emozione unica, rara, irripetibile e indescrivibile; il governo italiano e l’Onu mi hanno dato la possibilità di vivere.

Lei si è resa protagonista di un progetto di rilancio della canzone romana nel mondo, quanto è importante conservare la canzone popolare romana ?

Come dicevo per me è una missione. È obbligo morale, è studio e piacere.
L’ho portata nel mondo per la prima volta nella storia. Ed ha dato frutti enormi.

Cosa la lega a Gabriella Ferri e Anna Magnani icone di Roma?
Il successo da artista e la grande solitudine ed infelicità come donne. Ed una straordinaria forza distruttrice unita al grande malessere che c’era in loro.

Cosa accomuna gli stornellatori con il rap ?

Tutto proprio tutto sono uno lo specchio moderno dell’altro. È storia. Ed è per questo che ho indetto il concorso DALLO STORNELLO AL RAP. Scade il 30 giugno.
(tutte le info in www.elenabonelli.com)

Per la prima volta la canzone romana entra come materia di studio nell’Università…

Si ho iniziato con la Luiss e poi Tor Vergata e nel mondo. Ed è un onore farla conoscere. Anzi se le istituzioni fossero più illuminate ritengo che la dovrebbero inserire come materia obbligatoria. Ho potuto constatare l’interesse dei giovani: attenti, incuriositi, silenziosi e concentrati sulla materia.

Lei è un’artista internazionale ma ha mantenuto forti le sue radici con Roma. Il video denuncia “azione pulitiva” lanciato sui social per coinvolgere i cittadini a tenere la città pulita, è testimonianza del suo impegno nel sociale ?

Eh … no l’impegno sociale è ben altra cosa. Vorrei tanto portarlo avanti in modo strutturato ma per ora non me lo posso permettere perché fatto bene richiede molto tempo. Mi limito a delle denunce quando proprio non ne posso più.

Quanto la fa soffrire una città come Roma in questo degrado che sembra senza fine, è ormai irrecuperabile ?

Tantissimo. La situazione di Roma mi fa piangere. È inammissibile. Ma ciò non toglie che mi auguro davvero che cambi il vento. E non come diceva la Raggi…Ma che cambi davvero e che in noi romani si maturi una coscienza della Rivoluzione che proprio non abbiamo. Così fa male da morire. Le istituzioni indifferenti hanno un delitto sulle spalle. Si tratta di avere il buon gusto di tenere bene la propria casa…tutto qui.