Il Castello degli Anguillara a Faleria

Il torrione centrale del Castello degli Anguillara, a Faleria, da qualche mese non è più solo a sfidare il cielo. Accanto, è arrivata lei: la gru. Più di 30 metri di altezza, un braccio d’acciaio sui tetti dei vicoli.

I lavori per la messa in sicurezza del lato ovest del palazzo continuano a ritmi intensi. Ma potrebbero non bastare per vedere finalmente aperte le porte di questo piccolo gioiello della Tuscia viterbese. Risalente al Medioevo, le prime attestazioni della sua presenza sono del 1200. Era la residenza della casata degli Anguillara, che l’ha ingrandito nel corso del Rinascimento, come si può vedere dalla facciata con le tre eleganti logge in peperino. Austero, nobile, maestoso, fino alla seconda metà del Novecento era sede di alcune funzioni cittadine. Poi il progressivo abbandono, i primi crolli, il rischio di dover chiudere l’accesso alla Piazza della Collegiata e alla Chiesa di San Giuliano.

Lavori in corso al Castello di Faleria

Gli interventi in corso non hanno semplicemente riparato la copertura e messo in sicurezza una parte, hanno letteralmente salvato il Castello degli Anguillara dal crollo”, spiega Luca Antonio Salvadori, dell’Ufficio Tecnico del Comune di Faleria. Ed è proprio grazie allo sforzo economico e all’impegno dell’Amministrazione Comunale, che ha deciso di investire ingenti fondi propri, che i lavori sono iniziati.

Il progetto prevede due tipi di intervento: il primo, da 260 mila euro, interamente a carico del Comune di Faleria, il secondo da 100 mila euro proveniente da finanziamento ministeriale per l’efficientamento dell’edificio. “Il focus è stato incentrato sulla risistemazione dei tetti crollati o prossimi al crollo. Sono state rifatte le coperture, i cordoli, ovvero i tramiti tra solai e muratura, per dare resistenza maggiore all’intera struttura. In questa maniera riusciremo a coprire l’80% dei tetti”.

Rimane un 20% da colmare, senza del quale il Castello rischia di rimanere chiuso. “Manca da sistemare una parte del tetto del lato ovest che guarda alla Chiesa e due porzioni accanto alla torre. Serve l’ultimo sforzo, l’ultimo aiuto. Fermarsi adesso sarebbe un delitto”. Servono altri 150 mila euro per mettere in sicurezza le parti vacanti, “ma farlo adesso, con un cantiere già in essere, con una ditta già al lavoro e una gru già montata vuol dire dimezzare i soldi da investire. Ecco perché è urgente richiamare l’attenzione su questi lavori”.

Mancano gli ultimi cento metri, per usare una metafora sportiva. L’ultimo sforzo per non lasciar passare anche questo treno. Anni di progetti mai partiti, di fondi mai sbloccati, di interessamenti mai concreti. Stavolta ci siamo, stavolta il Castello degli Anguillara può veramente tornare ai cittadini di Faleria e non solo. “La sua apertura può essere un volano per lo sviluppo di questo territorio, attrarre turisti, creare possibilità di impresa, organizzare eventi turistici”. Il cortile interno, il Salone delle Feste, la Sala della Mola, sono lì che attendono. Hanno rischiato di scomparire, ora meritano di essere riscoperti, visitati, conosciuti. Per farlo serve un piccolo sforzo. L’ultimo.

La gru svetta sul Castello di Faleria. Fonte: Facebook – Nello Roggio

 

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