Un via vai continuo presso la locale caserma dei Carabinieri. Così è ridotta a Fiano la politica. Un  tempo comune leader della Valle Tiberina, oggi cartina tornasole della degenerazione di un tessuto sociale che le parole non  bastano più a celare. Divisa la sinistra, divisa la destra, divisi i grillini. Cinque liste in campo. Chiunque vincerà sarà il governo di una minoranza. Se qualcuno dice di essersi impegnato ad evitare una frammentazione mai vista nei seggi fianesi, dovrebbe prendere atto di un fallimento evidente ed epocale. La campagna elettorale racconta questa deriva con particolari inquietanti. Fioccano denunce per diffamazione, dossier che raccontano ambiguità e affari, minacce di vendette e ora anche di morte. L’ultimo esposto è stato presentato dal Pd. La segnalazione ai CC racconta ”di una telefonata dove si minacciava di uccidere dirigenti locali del Partito Democratico e di scannare i loro figli”. Si è arrivati qui. Questo il clima. Che la prossimità del voto moltiplica.

Denunce, minacce , dossier nel regno di Giano Bifronte

Nei giorni scorsi il candidato della lista di centrosinistra,  “Insieme Per Fiano”, Vincenzo Pomili , noto come il “Barbiere Liberale”, ha pubblicato un video, diventato virale, in cui attacca il sindaco Ottorino Ferilli candidato nella lista Fiano 2030. Nel video si racconta che  ha preso, 47mila euro del suo compenso annuale che spetta per legge al sindaco di un comune grande come Fiano.  Circa 2000 euro netti al mese. Che è titolare del 30%, un terzo, della società Geramed che gestisce il centro dialisi di Fiano nato in concomitanza con la chiusura temporanea del centro funzionante da anni nel poliambulatorio di Capena e che solo successivamente ha ripreso a funzionare. La convenzione con la Regione è giustificata dal fatto che il fabbisogno di queste strutture nell’area tiberina permetteva di farlo. La Geramed è una società che eroga un servizio di ottimo livello e che opera anche a Roma. La sua struttura è stata  utilizzata dal S. Eugenio per spostare il reparto dialisi nel periodo del Covid. Ma Ferilli è socio solo a Fiano. Come ha spiegato, il sindaco in essa non ricopre alcun ruolo, ma certo ogni anno a chiusura dei bilanci riceve i dividendi dell’attivo prodotto dalla società locale nella misura del 30%.  Il video racconta che lo scorso 31 marzo il centro di Fiano ha avuto l’accredito di altri 6 posti dialisi portando così a 17 le postazioni convenzionate. Cioè tutte. Il dividendo cresce. Il  video racconta pure che Ferilli attualmente ha un incarico part time e a tempo determinato fiduciario nella struttura del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. In tutto ciò non c’è nulla di illegale. E’ vero, come è vero però che  c’è un oceano di ambiguità, terra inquinata, come il Gramiccia. Una zona grigia dove si può tranquillamente giocare su due tavoli. Difficile capire, per esempio, come si possa essere nel contempo uomo di fiducia del presidente Zingaretti, esponente nazionale del Pd, e nello stesso tempo lavorare contro una roccaforte storica della sinistra e del Pd a Fiano Romano, fino a spaccare una comunità che è stata per 70 anni, pur con una vivace storica dialettica interna, un modello di coesione. Questa terribile campagna elettorale è figlia di quella scelta.

La destra si spacca e rinuncia alla sfida per Fiano

A destra le cose non vanno meglio: nonostante le elezioni politiche avessero premiato Lega e Fratelli d’Italia, la dirigenza di questi partiti apparentemente in salute, non hanno evitato la spaccatura ed hanno prevalso giochi di fazione: il risultato è stata la presentazione di due liste, entrambe con poche chance di vittoria per stessa ammissione dei dirigenti, e la rinuncia ad impegnarsi di candidati forti e sfidanti come, per esempio, Ulderico Bellocchi. Domani per la chiusura della campagna elettorale la destra schiererà a Fiano Claudio Durigon, il sottosegretario fatto dimettere da Salvini, dopo la richiesta di intitolare un parco di Latina  al figlio di Mussolini. Come dire vogliamo farci del male. L’altra candidata della destra Simona Bossi, estromessa da Fratelli d’Italia per non aver rinunciato al suo proposito di candidarsi a sindaco, invece proprio nei giorni scorsi ha presentato una denuncia, anche lei contro ignoti, perché accusata di favorire la lista in cui è presente Ferilli. L’accusa è ritenuta infamante.  Però la vicinanza di gran parte della destra, locale e anche dei comuni limitrofi, alla figura dell’attuale sindaco, è una dato di fatto verificabile anche dalle foto di alcune manifestazioni elettorali.

Serve ecologia della politica, unico antidoto contro l’ambiguità

Vi sono anche altri episodi ma questo è il quadro degli ultimi giorni. A cui si aggiunge la spaccatura dei Cinque Stelle. L’assessore Lombardi chiude la campagna elettorale con Santarelli, la brava e innocente Solidea Scarafoni tiene il punto ma è stata lasciata senza appoggi e senza simbolo.  Questa storia racconta che il modello Fiano dopo 70 anni di storia e di ruolo leader tra i centri della Valle Tiberina e fino alla Cassia e alla Bassa Sabina è finito. Il Pd, che ha subito la spaccatura, presenta Nicola Santarelli ed ha impegnato in campagna elettorale i massimi livelli regionali nel tentativo di salvare il salvabile recuperando la storia e traghettando il grosso della comunità, che definire frastornata è delicato eufemismo, in un porto pacificato. Oggi Fiano è un modello in negativo: mette in mostra tutti i limiti di una politica senza anima, fatta solo di ambizioni personali e affari, chiede con urgenza pulizia, una robusta cura che riporti ecologia nella politica, trasparenza, coerenza tra parole e fatti, che spazzi il campo dalla ridondante ambiguità di questi ultimi anni. Bisognerebbe tornare a fare politica, non ridurla a processioni  dai carabinieri.