Tra le mura del castello di Torre Alfina in provincia di Viterbo, si raccontano storie di regni, dinastie e principesse da più di mille anni. Il borgo posa con eleganza e solidità sull’altura, regalando paesaggi e scorci di altri tempi con verdeggianti colline, dorati campi di grano e un bosco incantato, definito dal National GeographicBosco delle Fiabe” o “Bosco di Biancaneve”.

Il borgo

Posto a 602 metri dal livello del mare, rimane da guardia a importanti vie di comunicazione, anticamente assolveva la funzione di torre di guardia per la vicina Orvieto. Oggi, il borgo di Torre Alfina è considerato uno dei borghi più belli d’Italia.

Il castello

La sua storia è ancora celata nel mistero, le evidenze archeologiche e storiografiche ancora non hanno restituito dati sufficienti per l’elaborazione di una ricostruzione affidabile. Le prima nozioni storiche riguardano una torre di avvistamento che affonda le radici nell’alto medioevo.

Il tempo, la posizione strategica e il naturale processo di sviluppo degli abitati hanno permesso la continuità di vita del borgo e del castello fino ad arrivare ai nostri tempi.

I tra i primi signori del castello spicca la famiglia Monaldeschi della Cervara. La famiglia nobile è presente sul territorio dal 1200 alla seconda metà del 1600; il radicale cambiamento si deve a Sforza Monaldeschi della Cervara, da struttura difensiva a residenza di campagna in linea con il modello e la moda rinascimentale. Questo è solo l’inizio della lunga storia del castello, dietro ogni affresco, statua e marmo è celata una storia.

La visita al castello

È possibile visitare il castello a partire dal giorno di San Valentino prenotando all’indirizzo email: prenotazioni@castellotorrealfina.it


Per concludere la giornata

Per i più curiosi, è d’obbligo visitare la basilica del Santo Sepolcro di Acquapendente a circa 15 chilometri da Torre Alfina. All’interno della Chiesa è conservato il sacello riproducente il Santo Sepolcro di Gerusalemme. La costruzione è considerata una della più importanti chiese romaniche d’Italia, risalente alla seconda metà del X secolo.