”Dio umilia grandemente l’anima per innalzarla poi molto”. E’ la sintesi del pensiero di Juan de Yepes Álvarez, presbitero, teologo e poeta spagnolo del 1500, meglio noto come Giovanni della Croce, cofondatore dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi⬇️
2️⃣A metà anni ’80 le sue opere, in particolare le poesie, ispirano un’artista che dopo una lunga gavetta ha inanellato una serie di successi e tormentoni estivi.
Insieme a due amiche scrive una canzone dalla spiccata spiritualità, come le poesie di Juan, e ne fa un provino. ⬇️
3️⃣
Nel 1989 lo propone alla giuria del festival di Sanremo. Bocciata!
Se ne fa una ragione e continua la sua carriera lontano da quel palco.
Nel 1997 ripropone lo stesso provino. Bocciato ancora, con una postilla: secondo la giuria la cantante in questione è “stonata”.
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4️⃣Non so, e non voglio sapere, chi fossero i componenti di quella giuria. So però che la cantante del provino è Giuni Russo e questo basta a rendere inverosimile quel verdetto. Nel 2003, già molto malata, cerca direttamente Pippo Baudo e gli chiede di partecipare al Festival.
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5️⃣
Baudo ascolta la canzone e la ammette. E’ la stessa che ha già bocciato due volte, ma non lo sa.
Per Giuni è la consacrazione davanti al grande pubblico, prima della prematura e dolorosa scomparsa. Lei sa che quella sarà la sua ultima canzone, il pubblico no.
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6️⃣
Nella sua voce c’è qualcosa di meravigliosamente drammatico che scavalca la ragione e arriva direttamente all’anima. Quella canzone ci fece piangere subito, ma ancora non sapevamo perchè.