Morta a 17 anni in ospedale. Presentati ieri a Rignano i libri scritti dai genitori

Margherita Eichberg, la madre di Lisa: “Scriviamo per dare un senso al nostro dolore”
È una storia che suscita profonda commozione quella di Elisabetta “Lisa” Federico,la ragazza di 17 anni scomparsa nel 2020 a causa, secondo gli autori dei libri, di un errore nell’infusione di cellule emopoietiche durante un trapianto di midollo osseo all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Nella sede AVIS di Rignano Flaminio sono stati presentati i due libri scritti dai genitori della ragazza, Margherita Eichberg e Maurizio Federico: Le tre vite di Lisa e Lisa, la giustizia svanita in un sogno, pubblicati nel 2024 e nel 2026.
I due volumi ripercorrono la breve vita della figlia adottiva della coppia e la successiva battaglia legale intrapresa contro scelte sanitarie ritenute discutibili.
Abbiamo scritto questi libri per dare un senso al nostro dolore“, ha spiegato durante l’incontro Margherita Eichberg, dirigente della Soprintendenza archeologica all’Etruria meridionale.
La presentazione è stata aperta da Fulvio Viceré, presidente AVIS Lazio, ed è stata arricchita dagli interventi del cardiologo Quinto Tozzi, che ha sottolineato l’importanza dell’informazione e della trasparenza dei dati sugli errori sanitari da parte delle istituzioni pubbliche.
Margherita Eichberg
Presente anche Enrico Maccari, che ha raccontato la propria esperienza personale di paziente talassemico, sottoposto fin dall’infanzia a regolari trasfusioni di sangue.
Nel primo libro viene narrata la complessa vicenda dell’adozione di Lisa e del fratello Bogdan da un orfanotrofio in Ucraina, seguita dalla scoperta della malattia ematologica dopo una caduta accidentale.
Quella che avrebbe dovuto rappresentare una cura si trasformò invece nell’inizio di un dramma durato circa due settimane.
“Non c’era alcun criterio di urgenza”, ha affermato il padre, Maurizio Federico, dirigente dell’Istituto superiore di Sanità,  riferendosi alla procedura che avrebbe innescato il successivo processo di emolisi, ovvero di distruzione dei globuli rossi.
Alla base della tragedia, secondo quanto ricostruito dalla famiglia,  sarebbe stata l’incompatibilità tra il gruppo sanguigno dell’adolescente e quello del donatore.
Dalla volontà dei genitori di onorare la memoria della figlia è nata l’associazione L.I.S.A., con l’obiettivo di promuovere una sanità più attenta ai giovani affetti da malattie ematologiche e oncologiche e di tutelare i diritti dei pazienti.
“Non è sempre facile raccontare un’esperienza così intima, segnata dalla sofferenza per la perdita di una figlia”, ha dichiarato in chiusura il sindaco di Rignano Flaminio, Vincenzo Marcorelli.

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