Era il 1984 quando i Bronski Beat cantavano ‘Run away, turn away, run away, turn away, run away’, ritornello della celebrissima Smalltown Boy. Un incredibile brano-icona del synth pop anni ’80, vale a dire il decennio che ha portato i sintetizzatori nelle orecchie del mondo. Una decade di vera e propria sperimentazione e fermento, la cui eredità musicale oscilla dal punk, alla new wave, alla techno, l’italo disco, l’adult contemporary.

Dieci anni così fondamentali che stanno vivendo – da qualche anno a questa parte – una nuova vita. Nella moda, nella musica, nell’immaginario, gli anni ’80 sono prepotentemente tornati nella nostra quotidianità. Kate Bush, gli a-ha, gli Spandau Ballet, i Toto, Madonna, Michael Jackson; ma anche, appariscenti giacche fluo, il rinnovato mercato delle musicassette; tribute band anni ’80 che riempiono i locali più famosi della Capitale.

È proprio di una di queste tribute band che vogliamo parlare. Gli OTTOZERO sono un gruppo che nasce da alcuni ragazzi di Morlupo, Rignano, Capena e Castelnuovo nel 2018. I membri sono sette: due voci (maschile e femminile), due tastiere (synth), una batteria, una chitarra e un basso. Portano sui palchi uno spettacolo che nasce e vuole rimanere live – una scelta punk in senso lato – che si accompagna a dei video realizzati da un membro della band, proiettati alle loro spalle. Musicisti, e amici, che già si conoscevano e che hanno voluto mettersi alla prova con il repertorio ampio e iconico degli anni ’80. Lo fanno esplorando la musica di quegli anni a 360°, non solo rimanendo incatenati alle hit parade.

Ma perché proprio gli anni ’80? E perché gli anni ’80 piacciono così tanto, anche ai più giovani?
«Gli anni ’80 sono stati un decennio in cui, anche a livello commerciale, la musica pop aveva una qualità compositiva.» Ci racconta il cantante e fondatore Giampaolo Munelli.
«È stato un decennio dove sono arrivati suoni nuovi e gli arrangiamenti che andavano in radio avevano una qualità altissima. Chi suona queste cose deve essere un musicista preparato. Molti ragazzi, quando scoprono quel decennio, capiscono che si possono fare cose popolari senza diventare banali.»

La volontà degli OTTOZERO, da subito, è stata quella di vincere il cliché della band anni ’80, revival per nostalgici, che deve solo far ballare le persone. Perché anche un DJ può far ballare, e il valore dell’avere una band è uno spettacolo che permetta agli spettatori di portare a casa una serata di musica dal vivo.

Un fondamento che negli anni si è rivelato vincente. Ha fatto sì che gli OTTOZERO si esibissero sui palchi di importanti venue musicali di Roma. Basta scorrere i loro canali social per vedere foto e video di numerose serate al Kill Joy, al Sessantotto Village, al CrossRoads, a Stazione Birra. Sette musicisti e una grande folla ad ascoltare. Una grande folla che ha fatto abbastanza rumore da aver attirato anche l’attenzione di due dei comuni da cui i musicisti provengono, Morlupo e Rignano, che li hanno coinvolti nelle attività estive.

Gli OTTOZERO si esibiranno a Rignano il 9 agosto e a Morlupo il 15 agosto, rispettivamente in Piazza Giacomo Matteotti e Piazza Armando Diaz.  In queste occasioni sarà possibile anche acquistare il loro CD. La volontà della band è, con parte di questi ricavi, creare una borsa di studio che serva a supportare giovani musicisti nello studio di uno strumento o del canto. L’obiettivo è dare via a un’iniziativa a sfondo popolare per chi non ha mezzi economici sufficienti, in un territorio in cui una lezione può superare anche i €50.

«La sensazione di essere più apprezzati fuori ci dispiaceva. Siamo felici di poter suonare dentro casa, nelle piazze dei paesi in cui siamo cresciuti.»

Era il 1980 quando i Lipps Inc. cantavano ‘Gotta make a move to a town that’s right for me / Town to keep me movin’ / Keep me groovin’ with some energy’. Per qualcuno, questo vuol dire anche tornare a casa.

Si ringrazia Giampaolo Munelli per l’intervista.
Foto di Roberto Scorta.

In copertina: tutti i membri della band.
Voce M: Giampaolo Munelli
Voce F: Elisa Camilli
Chitarra: Paolo Pierfederici
Basso: Andrea Adriani
Tastiera e suoni: Alessandro Alvetreti
Tastiera e cori: Ugo Brunetti
Batteria: Tommaso Guerrieri

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