Ponte Storto: un campo di calcio nuovo per coltivare sogni.

Ci sono luoghi che non sono soltanto luoghi. Diventano ricordi, appartenenza, pezzi di vita. Un campo di calcio, per esempio, può essere molto più di due porte e un rettangolo verde. Può essere il posto dove un bambino indossa per la prima volta una maglia, dove impara a vincere e a perdere, dove nascono amicizie destinate a durare.

A Ponte Storto, frazione sulla via Tiberina di Castelnuovo di Porto, quel luogo sta per tornare a vivere.

Sono ormai prossimi alla conclusione i lavori di riqualificazione del campo sportivo destinato alla Castelnuovese Calcio, finanziati attraverso i fondi PNRR – PUI Sport della Città Metropolitana di Roma Capitale.

Un intervento significativo che ha trasformato profondamente la struttura: gli spogliatoi sono stati completamente riqualificati, è stato realizzato un manto sintetico di ultima generazione, mentre l’impianto è stato efficientato dal punto di vista energetico e adeguato alle normative vigenti.

“Ponte Storto non sarà semplicemente un campo sportivo rinnovato. Vogliamo che diventi la casa dei nostri ragazzi, il luogo dove possano crescere, allenarsi, stare insieme e imparare quei valori che solo lo sport riesce a trasmettere”, sottolinea Gino Guadagnoli, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Castelnuovo di Porto.

Saranno soprattutto loro, i giovani del settore agonistico, dagli Under 14 agli Under 18, a riempire nuovamente questo spazio di voci, palloni, allenamenti, vittorie, sconfitte e sogni.

E c’è una coincidenza che rende tutto ancora più importante. Il nuovo campo arriva proprio nell’anno in cui la Castelnuovese celebra i suoi 60 anni di storia.

Sessant’anni di calcio significano generazioni di ragazzi passati attraverso quella maglia. Significano famiglie a bordo campo, dirigenti, allenatori e volontari. Domeniche di sole e pomeriggi d’inverno. Gol ricordati per anni e partite dimenticate il giorno dopo. Ma soprattutto significano un legame con il paese che va ben oltre il risultato di una partita.

“Non poteva esserci momento più bello. Nell’anno del sessantesimo anniversario della Castelnuovese restituiamo alla società e al territorio una struttura completamente rinnovata. È come unire la nostra storia al futuro: sessant’anni di passione alle spalle e nuove generazioni pronte a scrivere le prossime pagine”, prosegue Guadagnoli.

Perché un impianto sportivo vive davvero soltanto quando torna ad appartenere alle persone.

“Questo investimento non riguarda soltanto il calcio. È un investimento sui giovani e sulla nostra comunità. Vedere questo campo riempirsi di ragazzi sarà la soddisfazione più grande: significa aver costruito qualcosa che resterà e che potrà accompagnare Castelnuovo di Porto per molti anni», conclude Gino Guadagnoli.

Manca ormai poco.

Poi a Ponte Storto torneranno il rumore del pallone, le voci degli allenatori, le famiglie sugli spalti e quei ragazzi che entreranno in campo sognando che tutto sia possibile.

Related Articles