A meno di colpi di scena dell’ultima notte, domani alle 9.30 si chiuderà la “primavera ponzanese” iniziata con le elezioni amministrative di un anno fa.  Il consiglio comunale infatti è stato convocato per discutere e votare  la mozione  di sfiducia nei confronti del mite e visionario  professor Sergio Pimpinelli sindaco da maggio dello scorso anno. A presentarla i  quattro consiglieri dai maggioranza del gruppo Apertamente Ponzano. Giovani leve. Dovevano essere la marcia in più del cambiamento dopo 30 anni di dominio assoluto dell’ex sindaco padrone Enzo De Santis, invece hanno scelto di affondare questa esperienza che si prospettava innovativa e che  aveva già prodotto risultati importanti.

Apertamente Ponzano chiude la “primavera ponzanese”

Tutto si svolgerà senza partecipazione perché le norme anti Covid non permettono la presenza del pubblico durante la riunione del Consiglio. Le ragioni della crisi  sono state spiegate in una lettera che nei giorni scorsi è stata pubblicata dal Nuovo magazine. Ragioni di metodo, incomprensioni generazionali, enunciazioni di grandi principi, pretesa che il sindaco non svolgesse il suo ruolo nè utilizzasse le sue prerogative di legge, ma si comportasse invece come un Visconte dimezzato.    Insomma nulla di concreto. Di certo c’è che alla stragrande maggioranza dei residenti, risulta difficile capire come persone convinte del progetto che hanno avuto l’incarico di portare a termine dai cittadini, facciano saltare il banco per i motivi indicati nella lunga missiva, e solo dodici mesi dopo essere stati eletti. Per di più proprio in questi mesi iniziavano a vedersi i frutti dell’azione amministrativa del sindaco Pimpinelli  impostata su trasparenza e  legalità.

Scelta contro il professore sindaco della legalità Sergio Pimpinelli

Ne è un esempio paradigmatico la vicenda della sistemazione degli usi civici punto programmatico fondamentale  ed il cui rispetto in questi mesi  è stato chiesto a gran voce proprio dal gruppo dei dissidenti. Lo scorso gennaio il comune ha affidato ad un perito demaniale l’incarico di riportare ordine e legalità nelle gestione delle terre pubbliche, visto il perdurare di una situazione al limite della legittimità.  In ballo la conduzione dei  circa 150 ettari di terra agricola nella Valle del Tevere. I lotti, in genere da un ettaro, sono stati  affidati ad altrettanti cittadini ponzanesi nel 1991/92 con scadenza della concessione nell’annata agricola 95/96. Sono passati oltre 20 anni ma non è stato fatto nulla e tutte le concessioni sono ormai scadute. Situazione denunciata anche dai consiglieri del gruppo consiliare “Apertamente Ponzano” e da alcuni comitati locali i quali hanno richiesto a norma di legge il ripristino di una corretta gestione dei beni demaniali.

Trasparenza e legalità per l’affidamento dei terreni di uso civico

Obbiettivo dell’iniziativa  dunque è quello di arrivare alla definizione del nuovo regolamento in linea con la legge del 2017 che permetterà una riassegnazione coerente con esso e con le normative vigenti. Insomma si torna ad una gestione civile e democratica dei beni pubblici e dell’amministrazione comunale. Ma c’è di più : rischia di saltare la scelta di arricchire vie e piazze di Ponzano con opere d’arte, come pure l’ambizione di trasformare il paese nella porta della Valle Tiberina per chi viene da nord vista la realizzazione del casello Ponzano Soratte sull’A1.  Insomma sembra che in questi 12 mesi siano state realizzate solide fondamenta per la  rinascita del paese per 30 anni ostaggio di un sindaco che ha chiuso la sua parabola con il patteggiamento di una condanna per corruzione. Mancano poche ore e una notte al momento del voto definitivo, c’è tempo per una riflessione che  salvi un progetto ambizioso e il rispetto per la comunità. Per superare gli ostacoli denunciati, basta un memorandum di intenti che definisca un metodo di lavoro condiviso e cestinare la mozione di sfiducia. Poche righe per salvare un sogno.