Uno scudo per salvaguardare e sostenere le botteghe storiche. Il Consiglio regionale ha approvato la legge per tutelare e  valorizzare le botteghe e attività storiche.

Rientrano in questa definizione tutte quelle attività commerciali che vantano 70 anni di “servizio” sul territorio individuate attraverso criteri di durata, continuità merceologica e di specialità.

I Comuni hanno sei mesi di tempo per effettuare il censimento delle botteghe che rientrano nel perimetro tracciato, a partire dalla entrata in vigore del regolamento regionale di attuazione e integrazione. L’articolo uno indica infatti che la legge nasce per: “Promuovere, anche in collaborazione con i comuni e mediante particolari forme di sostegno, iniziative volte alla valorizzazione e salvaguardia delle botteghe e delle attività storiche”. L’articolo due definisce le attività rientranti nella dizione. 

Sulla base del censimento, la Regione istituirà l’Elenco regionale delle botteghe e attività storiche, e attribuisce agli iscritti la qualifica, l’attestazione e un logo di riconoscimento. L’articolo quattro definisce gli interventi per raggiungere gli obbiettivi, mentre l’articolo cinque dispone che anche i mercatai e le fiere di valenza storiche, di cui all’articolo 51 della L.R. 22/2019, possono essere iscritti nell’Elenco regionale.

La legge finanziata con 2 milioni e 400mila euro

La dotazione finaziaria è di 2 milioni e 400mila euro per il biennio 2022/23. Questa la ripartizione: 400 mila euro di parte corrente e 600 mila in conto capitale per il 2022 (totale: un milione di euro) e 600 mila euro di parte corrente e 800 mila in conto capitale per il 2023 (totale: 1,4 milioni).

“Una legge importante, che vuole salvaguardare le attività non soltanto dal punto di vista commerciale, ma anche perché caratterizzano il tessuto sociale e culturale delle nostre città”, ha detto Marta Leonori (Pd) prima firmataria della proposta.

“Con la legge approvata oggi si darà quindi un sostegno concreto a negozi, botteghe e attività storiche, che oltre al valore identitario che hanno, rappresentano un presidio economico di estrema importanza anche dal punto di vista occupazionale. La Regione Lazio salvaguardia la storia e nello stesso tempo guarda al futuro e allo sviluppo della nostra economia”. Così in una nota Marietta Tidei, presidente della Commissione Attività Produttive e Sviluppo economico della Regione Lazio (Italia Viva).