Rignano, si colorano i “vicoli” con i murales di Micaela Pellegrini

Nella mitologia romana, Diana è la dea della caccia, delle selve, della luna e protettrice delle donne e della fertilità. Corrispondente alla greca Artemide, era considerata la custode degli animali selvatici e delle fonti, celebrata come simbolo di forza femminile e indipendenza. È raffigurata come una giovane agile e bellissima, armata di arco e frecce, accompagnata da una cerva. Proteggeva le donne (soprattutto durante il parto) ed era la signora della natura incontaminata, situata al confine tra la civiltà umana e il mondo selvaggio.

Niente di più pertinente: una delle facciate dipinte da Micaela Pellegrini, pittrice, decoratrice e restauratrice romana, si trova proprio su una casa alla fine del centro storico di Rignano Flaminio, a poche decine di metri dal bosco.

Appena più su, un’altra facciata: una cascata di foglie delimitata da una bordura a motivi vegetali stilizzati, tipica del medioevo, introduce la figura di un re che tiene, sulla mano ricoperta da un guanto d’arme, un falco. È la rappresentazione di Federico II di Svevia, re di Sicilia e Imperatore di Germania.

Federico era un sovrano illuminato oltre che grande intellettuale: ma fu anche un appassionato cultore della falconeria, elevando l’arte della caccia con i rapaci, da semplice passatempo aristocratico a vera e propria scienza. Univa l’osservazione naturalistica e zoologica alle pratiche di addestramento, culminando nella stesura del celebre trattato De arte venandi cum avibus. L’opera di Federico II (“L’arte di cacciare con gli uccelli”) considerata uno dei primi testi scientifici del Medioevo basati sul metodo sperimentale e sull’osservazione diretta.

La Natura, la Caccia, la Mitologia, ma anche dipinti che si rifanno ad antiche immagini storiche dei vicoli sono i temi utilizzati da Micaela nelle diverse facciate da lei realizzate nel centro storico di Rignano, dove vive da qualche anno. Oltre a Rignano, dove il progetto è appena all’inizio, sono diversi gli esempi in Italia di paesi e borghi con facciate “affrescate”: da Dozza, a Diamante, ad Aielli, alla celebre Orgosolo e ultimamente Sant’Angelo di Roccalvecce, nel viterbese, il cosiddetto “paese delle fiabe”.

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