Rignano una “scatola vuota”? Manca il personale, slitta l’apertura dell’Ospedale di Comunità

Da maggio la struttura è stata completata, pronta per aprire. Sono state messe anche le bandiere. Ma purtroppo quello che si temeva è accaduto. Per l’Ospedale e la Casa di Comunità mancano medici e infermieri, come mancano in tutto il Lazio. Come mancano in tutta Italia.
Una carenza che era stata certificata dalla Corte dei Conti nell’aprile scorso: in sede di audizione sul Documento di Finanza Pubblica, i magistrati contabili hanno messo nero su bianco: a livello nazionale solo 66 Case della Comunità sulle centinaia finanziate dal PNRR sono realmente a regime con tutti i servizi medici e infermieristici previsti. La Corte ha denunciato una carenza strutturale immediata per l’assistenza territoriale pari a oltre 2.500 medici e quasi 7.000 infermieri a tempo pieno.
A Giugno 2026 l’AGENAS, (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali)  ha certificato che la stragrande maggioranza delle strutture completate dal punto di vista edilizio rischia di rimanere “scatola vuota”proprio perché mancano le risorse umane necessarie per coprire i turni assistenziali, in particolare per le strutture previste a modulo orario esteso.
Regione Lazio e Asl Roma4 hanno tentato di correre ai ripari: a fine luglio, il presidente Francesco Rocca ha dovuto annunciare lo stanziamento di ben 322 autorizzazioni ad assumere per la sola ASL Roma 4, finalizzate proprio a immettere infermieri e personale da destinare a Ospedali e Case di Comunità del comprensorio. Il fatto stesso che si stia deliberando la ricerca straordinaria di oltre 220 infermieri certifica l’attuale assenza di personale disponibile nei ruoli interni per coprire i nuovi presidi.
Lo scorso maggio la Asl Roma4 ha pubblicato un bando per la stabilizzazione di 19 imfermieri precari. Quindi il 6 agosto scorso anche un bando di mobilità per due medici. Per il personale medico e paramedico c’è solo un’autorizzazione per procedere. Le procedure concorsuali hanno i loro tempi tecnici.
Rignano Flaminio è la perfetta rappresentazione di un cortocircuito documentato. I fondi  hanno pagato la ditta per rifare lo stabile ma i decreti per assumere, contrattualizzare e pagare gli stipendi di medici e infermieri dedicati a quella specifica sede sono in grave ritardo. 

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