Per oltre ottant’anni erano rimasti nascosti dietro le vetrine di un locale commerciale in via Cola di Rienzo, nel quartiere Prati. Durante i lavori di ristrutturazione di un ex negozio di scarpe sono però tornati alla luce alcuni manifesti risalenti al 1940, testimonianze dirette della vita quotidiana e della propaganda nell’Italia fascista durante la Seconda guerra mondiale.

Il ritrovamento, segnalato dal quotidiano La Repubblica, comprende cinque fogli in parte deteriorati ma ancora leggibili. I documenti raccontano il clima politico e sociale della Roma in guerra: dalle misure di sicurezza contro i bombardamenti alla propaganda nazionalista e razzista diffusa dal regime.
Uno dei manifesti riguarda le disposizioni per l’oscuramento notturno della città. Nel 1940, con il conflitto ormai entrato nella vita dei cittadini, i gerarchi fascisti imposero di spegnere o schermare luci, insegne e finestre per rendere più difficile agli aerei nemici individuare gli obiettivi urbani dall’alto. Un provvedimento che restituisce l’immagine concreta di una capitale costretta ad adattarsi alla paura della guerra.

Gli altri documenti ritrovati sono invece legati alla propaganda fascista. Due fogli fanno riferimento a Malta e alla retorica irredentista con cui il regime presentava l’isola, allora sotto controllo britannico, come una terra da riportare alla “Madre Patria”. Attraverso un linguaggio enfatico e patriottico, questi testi cercavano di alimentare consenso e spirito nazionalista, soprattutto tra i più giovani.
Particolarmente significativo anche il manifesto intitolato “I difensori della Francia”, una caricatura propagandistica dal contenuto apertamente razzista. L’immagine prendeva di mira l’esercito della Francia per la presenza di soldati provenienti dalle colonie africane, riflettendo il clima ideologico e discriminatorio diffuso nell’Europa dell’epoca.
Il ritrovamento rappresenta oggi una preziosa testimonianza storica: frammenti di carta sopravvissuti al tempo che riportano alla luce non solo la memoria della guerra, ma anche il modo in cui il regime fascista occupava gli spazi pubblici e influenzava la vita quotidiana dei cittadini.






