epa08345404 Indian medical team takes a saliva sample for testing from a man at slums in Mumbai, India, 06 April 2020. Indian Prime Minister Modi had declared a nationwide 21-day lockdown across India, starting on 24 March 2020 to stem the widespread of the SARS-CoV-2 coronavirus which causes the COVID-19 disease. EPA/DIVYAKANT SOLANKI

Come riportato dal quotidiano Il Messaggero di ieri, da alcuni giorni diversi laboratori privati di analisi stanno effettuando test sierologici per il Coronavirus, dietro pagamento di cifre che vanno dai 40 ai 120 euro (se il prelievo viene fatto a domicilio).

Su questa eventualità, non vi è stato alcun lasciapassare né da parte dello Stato né soprattutto da quello della Regione, titolata a dire la sua in questo caso.

Se è comprensibile che in molti casi – considerato che i tamponi vengono effettuati nel Lazio solo in casi di estrema gravità dei sintomi – la persona vuole capire più in fretta possibile se ha contratto il virus o meno, dall’altra nascono tutta una serie di interrogativi abbastanza inquietanti su come vengono gestiti tali casi.

«Questa è una malattia – commentano Antonio Magi presidente dell’Ordine e Pier Luigi Bartoletti segretario provinciale della Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale – che va denunciata e che prevede l’obbligo della quarantena per i casi positivi». Qui si insinua il dubbio: «I risultati di questi test fatti dai laboratori – conclude Bartoletti – vengono segnalati poi alle Asl? Vengono fermate le persone se si trovano molto lontano da casa e assistiamo a casi del genere. Nulla è vietato ma serve attendibilità e riscontro scientifico sui risultati»