Scavi per il raddoppio della ferrovia Roma Viterbo: emergono strutture romane

Ritrovamenti archeologici nel corso dei lavori per la realizzazione del raddoppio della ferrovia Roma-Viterbo. Siamo all’inizio del secondo stralcio nei pressi dell’incrocio di Castelnuovo tra la provinciale 6c via Montefiore (che in parte della traversa interna del Comune di Castelnuovo prende il nome di via Roma )e via Flaminia.

Le strutture sono state coperte con teli bianchi in geotessuto per conservarli. La Soprintendenza Archeologica all’Etruria Meridionale ci ha confermato i ritrovamenti, ma non ci ha indicato ancora di cosa si tratta. Ci vorranno indagini approfondite che impiegheranno gli archeologi per almeno un paio di settimane.

Per ciò che riguarda le strutture emerse (tre elementi longitudinali perpendicolari alla strada) si possono fare solo delle ipotesi. Potrebbe trattarsi di un complesso funerario, probabilmente di epoca romana organizzato lungo l’antica via Flaminia comprendente tombe “a cappuccina”, oppure di un più articolato monumento funerario. Potrebbe trattarsi anche di un complesso funebre già noto agli archeologi.

Altra ipotesi è che si tratti di strutture murarie pertinenti ad un edificio (probabilmente di epoca romana) collegato alla viabilità o di opere idrauliche legate a quell’edificio.

Siamo comunque in un’area, quella di Castelnuovo di Porto,  molto importante dal punto di vista archeologico. La zona dei recenti ritrovamenti poi è vicina alla stazione di Posta (che fu realizzata probabilmente sui resti di una statio romana) e in prossimità dell’incrocio della Flaminia con via Roma/via Montefiore, ovvero la Campana Vetus che già nell’anticihità univa la via Flaminia con la via Tiberina.

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