Togliere il velo alla storia della citta di Ramera o Ramiano, l’antica Ponzano ultimo avamposto della nazione Capenate, alleata di Veio e dominante nelle colline sulla riva occidentale del Tevere. È questo uno dei punti più ambiziosi, insieme al recupero dell’Abbazia S. Andrea in Flumine, della scaletta programmatica che segue la nuova amministrazione comunale. La storia del sito, una collina boscosa alle pendici del Soratte sospesa sul fiume, si snoda nei secoli ma sempre in chiaroscuro. La storia nascosta tra gli alberi di alto fusto di quei 60 ettari è ancora tutta scoprire e raccontare. La sua esistenza è certa ma non è mai stata avviata una campagna di scavi approfondita per svelarne i contorni precisi. Di ciò che cela la terra di Ramiano ne sanno di più i tombaroli che le istituzioni. Da qui la volontà del sindaco di risolvere il mistero, riportare alla luce i resti dell’antica città; che sorgeva proprio di fronte al terrazzo fluviale che oggi ospita Poggio Sommavilla,in area sabina, i cui resti e le necropoli sono stati rinvenuti e studiati.

Il comune sul limes di quattro popoli

I due centri erano sentinelle sul limes dei due popoli ma i resti archeologici rinvenuti, come per esempio la fiaschetta amuleto e le sue scritte, narrano di una comune cultura. Le prime tracce dell’antica Ramiano vengono riportate in modo confuso da vari studiosi, nel 1842 ne parla il Moroni, il toponimo viene citato, alla fine dell’800 anche da Mancinelli Scotti, una sorta di “Indiana Jones” dei colli tiberini, visto che che studiò e scavò a lungo le necropoli capenati. Ma fu Thomas Ashby, famoso archeologo inglese giramondo e amante delle nostre terre, a parlare, per la prima volta con precisione – come scritto nel libro di Anna Maria Ramieri, edito dal Comune, preziosa guida per andare alla ricerca di Ramiano – descrivendo sulla sommità nord est del monte, gli avanzi di un piccolo castello medievale di circa m. 5 di lato ed in opera quadrata. Sull’altura di sud est invece Ashby individuò un’area di circa 200 metri per 80 con molti profili di frammenti, mattoni e dolli riferibili all’età romana. Intanto i tombaroli locali e dei paesi vicini sondano con lo spillone i buchi nella terra e trovano tombe.

Di Ramiano sanno più i tombaroli che le istituzioni

Nel 1956 il parroco di Ponzano consegna alla Soprintendenza dell’Etruria meridionale materiale che aveva ricevuto da un ladro di tombe pentito: una coppa falisca con figura di Eros. Nel 1981 vi poi un sequestro di prezioso materiale archeologico. Ma tutta l’area di Ramiano risulta abitata già dalla preistoria, ed i motivi sono intuibili: la zona è ricca d’acqua dolce, potabile, il fiume è vicino, la terra fertile e la selvaggina è ricca di varietà. Insomma quasi un Eldorado. Nell’aprile del 1961 in occasione del costruzione della A1, come ha ricostruito la Ramieri, l’enorme taglio operato dal mezzo meccanico nell’area a valle, portò al rinvenimento e alla distruzione delle tracce di un insediamento preistorico. Fortunatamente sito e materiale vennero studiati con grande cura dal Jones. Altri documenti parlano di una presenza nel 1200, nel 1435. Pochi anni dopo, 1458, tutti i beni della zona passano nel patrimonio dell’Abbazia Tre Fontane. Dopo il ‘600, si litiga con S.Oreste in particolare sui confini, ma ormai nessuno abita più a Ramiano. Gli abitanti si sono spostati nel centro storico dell’attuale Ponzano, perché naturalmente difeso e dunque più protettivo. Le terre di Ramiano ormai sono pascolo dei buoi aratori.

E’ venuto il momento di fare luce

Nel 1878 le tenute, quella di Ponzano e di S.Oreste, vengono acquistate dalle sorelle Ottani di Roma. Qui finiscono le tracce dell’antico “pago” di Ramiano, tracce copiose che l’amministrazione comunale vuole seguire. “Il puntodice il sindaco Sergio Pimpinelliè venire a capo del mistero. Dare una fisionomia precisa ad un sito che oggi appare solo a piccoli segni sparsi, vaghi accenni. E dunque avviare una grande campagna di scavi. Lo sento quasi come un dovere morale. Chiederò al Ministro Dario Franceschini di aiutarci a ritrovare la nostra storia”.