Serie tv: dal 26 giugno The Bear 5 – Un ultimo “pasto in famiglia”

Dopo averci riportato indietro nel tempo e alle radici emotive della sua genesi con l’episodio speciale uscito a inizio maggio dal titolo Gary, che indagava il rapporto turbolento ma intenso tra Richie e il compianto Mikey, The Bear torna con la quinta (forse ultima) stagione (tutti gli episodi su Disney+ a partire dal 26 giugno). Ed è ancora una volta il ritratto commovente del mix dipassione e dedizione che anima il dietro le quinte di una cucinadai grandi sogni, e talenti. La serie di successo ideata da Christopher Storer si avvia così al gran finale, ma non senza prima averci regalato la consueta dose di alta cucina e colpi di scena.

E nell’ansia di un timer che riparte da zero, tra la minaccia di zio Jimmy di vendere l’attività e una pioggia torrenziale che si abbatte fuori e dentro le mura del The Bear, i compagni di brigata dovranno dare vita a un ultimo servizio che sancirà la fine o il nuovo inizio dello storico locale nato come popolare paninoteca di quartiere in quel di Chicago. Un grande giorno che si materializza in contrasto a una giornata fitta di sciagure dove l’idea del cugino Richie di puntare non tanto a ottimizzare quanto a massimizzare condurrà tutti i protagonisti lungo la catena di montaggio di una sfida a filo con i limiti del possibile. Prenotazioni a cascata, tempiridotti all’osso, ingredienti che scarseggiano, e lo spettro di un “Uomo delle stelle” pronto a emettere un verdetto che può essere salvifico o fatale non solo per il locale ma anche per le sorti di tutti i suoi “abitanti”. Sette capitoli, più quello conclusivo, ognuno dedicato a un ingrediente speciale (soda, agnello, menta, costolette, lamponi, focaccia e caramello) “impiattati” conl’audacia e la centralità di una linea da seguire sempre a testa alta, fidarsi dei compagni e dell’intero processo, come se non ci fosse un domani. Perché “fare quello che ami con le persone che ami è un po’ come vincere la lotteria”.

Il The bear siamo noi
E il nucleo di The Bear 5 riparte proprio dall’idea rinfrancante secondo cui si può, e si deve, combattere per ciò in cui si crede, ciò che si ama davvero. Si torna però quindi anche a fare i conti la propria interiorità e i propri tanti demoni. I lutti personali che incombono, la lotta intestina tra voglia di realizzazione e ansia da prestazione, e infine la necessità di capire davvero chi siamo e cosa vogliamo dal nostro percorso di crescita, e di vita. Un dubbio particolarmente stringente per Carmy Berzatto non più così sicuro che quella della ristorazione stellata sia la sua via. Domande impellenti, dalla caratura enorme, le cui risposte spesso provano a convivere nei bordi di un singolo piatto da portata. E se Carmy continua a essere, fino all’ultimo, origine e perno attorno al quale ruotano gioie e drammi del The Bear, Natalie incarna la solidità di uno spirito guida, Richie veste il giusto mix di genio e sregolatezza, mentre la dolce Sydney è il talento grezzo che sta poco alla volta imparando a brillare. Sullo sfondo si muovono tutti gli altri, piccole stelle di un firmamento che lotta per trovare la propria armonia. Uninsieme ancora non del tutto organico la cui ricercata perfezione sta nel segreto di individuare un Noi.

E all’interno di un nubifragio reale e metaforico, e al grido di “chi si ferma è perduto!”, Carmy, Syd e compagni, capitanati da unlanciatissimo cugino Richie organizzatore maniacale di una serata al cardiopalma, andranno ai fornelli con la precisa volontà di mettere in quegli ultimi piatti qualcosa di intimo, personale, miracoloso. Un riverbero sapido dei loro ricordi, del loro nucleo famigliare, del loro passato e del loro futuro progetto di vita. Materiale bollente in grado di trasformare il ricordo di un intimo pasto in famiglia in qualcosa di grande, commovente, dall’impatto radicale. Forse perfino decisivo. E se nella quarta stagione Casa Berzatto era stata raccontata nel germe di un modello di vita scombinato ma vitale, un fuoco vivo che nel bene e nel male animava la scena, qui anche le storie di chef Syd e di pastry chef Marcus entrano di peso nell’ispirazione famigliare” dei piatti. Sono le mille emozioni di un vissuto che irrompe in cucina per fare la differenza, e trasformare l’idea di un piatto di costolette brasate alla Coca Cola in un misto di creatività, eccellenza, e cuore. Un boccone speciale da non dimenticare più. Proprio come questa serie, plumbea e malinconica eppure illuminata da un’epifanica capacità di raccontarci la vita.

Elena Pedoto

Related Articles