Tessil’Arte Castelnuovo, la bellezza di una comunità che crea insieme

Per un fine settimana – il 13 e 14 giugno scorsi – Castelnuovo di Porto si è riempito di colori, musica, incontri e sorrisi. Le piazze e i vicoli del borgo hanno accolto visitatori arrivati da tutto il Lazio e da molte altre regioni per partecipare alla seconda edizione di Tessil’Arte, il Festival nazionale del fatto a mano con cura.

Si è passeggiato tra le installazioni, si è partecipato ai laboratori, si sono scoperti i sapori del territorio nelle cantine aperte e nel Tour diVino, si sono seguite le visite guidate del FAI e si è ballato in piazza sulle note di Nando Citarella e della Paranza. Un weekend intenso, vissuto con entusiasmo da cittadini, associazioni e ospiti.

Ma il cuore del Festival era altrove: nelle mani di chi tesseva, filava, ricamava, lavorava l’uncinetto, sperimentava tinture e intrecci. Attività lente, pazienti, capaci di riportare al centro il valore della cura, dell’ascolto e delle relazioni.

La grande installazione degli Esagoni, che ha trasformato Piazza Vittorio Veneto in un suggestivo cielo tessile, è stata il simbolo perfetto di questo spirito: un’opera collettiva nata dall’impegno di tante persone unite dallo stesso filo.

Anche la sfilata finale ha raccontato una comunità aperta e accogliente, dove cittadini e visitatori sono diventati protagonisti indossando le creazioni degli artigiani e della sartoria sociale.

Questa seconda edizione conferma la crescita di un progetto che ha saputo fare della tessitura un elemento distintivo dell’identità culturale e turistica di Castelnuovo di Porto. Un risultato che nasce dal lavoro appassionato dell’Associazione Tessuti Sociali e dalla visione della sua presidente e direttrice artistica, Astrid Cammerinesi, che negli anni ha saputo trasformare un laboratorio di comunità in un festival di richiamo nazionale.

A loro, ai volontari, alle associazioni cittadine, agli artigiani, al FAI, ai partner e a tutti coloro che hanno partecipato va il ringraziamento dell’Amministrazione comunale.

Restano le immagini di un borgo vivo, pieno di energia e bellezza. E la consapevolezza che, quando una comunità sceglie di intrecciare i propri fili, può creare qualcosa di davvero speciale.

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