Vaticano, un’onda gigante travolge la Biblioteca: l’opera di JR sulla memoria

Un’onda gigantesca in bianco e nero, alta circa 30 metri e larga 70, attraversa la facciata cinquecentesca della Biblioteca Apostolica Vaticana. È DILUVIUM, il nuovo intervento site specific dell’artista francese JR, presentato il 14 settembre nel Cortile del Belvedere.

L’opera apre AQVA. Catastrofe e meraviglia, primo capitolo di un ciclo espositivo quinquennale dedicato al rapporto tra gli elementi naturali, la paura, la conoscenza e la trasformazione.

Per realizzare l’imponente installazione JR si è ispirato a un’illustrazione di Gustave Doré dedicata al Diluvio universale, realizzata per la Bibbia francese del 1866. Una rara edizione milanese Treves del 1870 è presente anche nel percorso espositivo.

Portata alle dimensioni dell’architettura, l’onda sembra pronta a sommergere la Biblioteca. Ed è proprio nel contrasto tra questi due elementi che si concentra il significato dell’opera: da una parte un luogo nato per custodire nei secoli libri, manoscritti e memoria; dall’altra l’acqua, forza naturale capace di cancellare tutto in pochi istanti.

Leone XIV inaugura il nuovo ciclo

La mostra è stata inaugurata il 14 settembre alla presenza di Papa Leone XIV, durante la sua prima visita da pontefice alla Biblioteca Apostolica Vaticana, nel giorno del suo 71esimo compleanno.

Entrando nel Cortile del Belvedere, il Pontefice ha osservato l’opera di JR prima di visitare il percorso espositivo insieme agli artisti coinvolti. Nell’incontro con il personale della Biblioteca e dell’Archivio Apostolico ha ricordato anche un particolare della propria storia familiare: sua madre era bibliotecaria.

AQVA segna inoltre l’inizio di una collaborazione triennale tra la Biblioteca Apostolica Vaticana e Fondazione Roma per la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale.

L’acqua, la paura di perdere la memoria

Alla base di DILUVIUM c’è una preoccupazione molto concreta: la vulnerabilità di libri, manoscritti e documenti custoditi dalla Biblioteca di fronte all’acqua e agli eventi estremi.

«Per loro, l’acqua rappresenta la paura più grande», ha spiegato JR, riferendosi al rischio che un’alluvione possa compromettere in poche ore testimonianze di civiltà conservate per generazioni.

Ma l’artista porta il significato dell’onda oltre il pericolo fisico. DILUVIUM diventa così anche una metafora delle grandi forze che attraversano il nostro tempo: dalla polarizzazione politica all’avanzata dell’intelligenza artificiale, descritta da JR come una nuova realtà capace di «assorbire» quantità immense di sapere.

Un’onda, dunque, che non minaccia soltanto un edificio. Mette in scena una domanda molto più grande: quanto è fragile la memoria dell’umanità di fronte alle trasformazioni del presente?

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