Viabilita’ di Gronda se ne riparla nel 2026

Viabilità di Gronda, via Tiberina, Regione Lazio

Rinviato al 2026 l’inizio dei lavori per realizzare il tracciato della viabilità di Gronda, la tangenziale alla Tiberina destinata connettere e decongestionare il traffico da e per le aree produttive di Fiano, Capena, Castelnuovo di Porto e Riano.

Tutto nella norma, il rinvio si conferma cifra distintiva di questa opera, va avanti così da circa venti anni. La Regione aveva annunciato che i cantieri sarebbero stati avviati entro questa primavera ma non sarà cosi: se ne riparla ,infatti, nel 2026.

La nuova data è stata comunicata ai sindaci di Capena, Castelnuovo di Porto, Riano e Fiano nel corso di una riunione  della IV Commissione che si è tenuta a via della Pisana.

L’incontro era stato richiesto e più volte sollecitato dai sindaci dei paesi interessati preoccupati dalla situazione di stallo assoluto.

Mancano i fondi dell’Autostrada

Dal confronto è emerso che vi è certezza sui progetti, ormai quasi cantierabili, ma non sui soldi. All’appello mancano 10 milioni che in base ad accordi risalenti ad almeno dieci anni fa, dovrebbero essere versati dalla Società Autostrade, ora di nuovo in mano pubblica dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova.

Era una sorta di compensazione ai comuni per l’apertura del nuovo casello a Castelnuovo ma che la vecchia proprietà Benetton non ha mai versato. Nel frattempo Autostrade spa ha incassato con i pedaggi, secondo stime del sindaco di Castelnuovo di Porto, almeno 60 milioni di euro. I tecnici Astral, la società regionale che si occupa delle strade regionali, hanno assicurato che le risorse attesa dovrebbero  essere disponibili a giorni. Ma è tutto al condizionale, siamo ancora nel vasto campo delle ottimistiche previsioni.

Sindaci determinati a realizzare la Gronda 

La realizzazione dell’opera è, per i quattro sindaci, Roberto Barbetti di Capena, Davide Santonastaso di Fiano, Luca Abbruzzetti di Riano e Riccardo Travaglini di Castelnuovo:  “Fondamentale per rispondere all’emergenza viaria dei nostri territori, dove sono cresciuti  in modo esponenziale negli ultimi anni nuovi poli logistici e industriali”.

Ma non è sembrato di cogliere nei vertici  regionali, politici e tecnici, la stessa urgenza.  C’è una evidente scarsa conoscenza delle trasformazioni in atto nel territorio della Valle Tiberina.

La Valle senza rappresentanza

Ed èvproprio questa la nota dolente della Valle del Tevere Tiberina: non ha rappresentanza nelle istituzioni. E con le nuove riforme, dal taglio dei parlamentari a quello della Provincia,  rischia di averne ancora meno.Può sopperire a questa debolezza solo la determinazione dei primi cittadini che nel caso della Gronda è molto forte.

 

 

 

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