Prudenza, prudenza, prudenza. Coronavirus ancora forte. Per evitare una terza ondata devastante occorre mantenere ben salda la linea del rigore. Altrimenti ogni ripresa sarà effimera e questa epidemia che ha bruciato il 2020, come la sigla di Bonanza, il telefilm western degli anni 60, occuperà con la sua angoscia anche l’anno che verrà. L’assessore alla sanità Alessio D’Amato risponde così al vice presidente della sua stessa Giunta regionale Daniele Leodori, più disponibile ad una minore rigidità. Lo ha fatto oggi intervenendo al XXX Congresso nazionale dell’Associazione italiana radioterapia e oncologia clinica (Airo). “Non possiamo derogare dalla linea di rigore che ha accompagnato il Lazio in questi mesi con risultati che hanno evitato finora le ulteriori restrizioni di zona rossa. Venivamo guardati con sospetto quando, prima di altri, abbiamo proposto la mascherina obbligatoria sempre o quando ci siamo opposti alla riapertura degli stadi.
Oggi sono 3000 i ricoverati, cinque volte in più da inizio seconda ondata
Oggi siamo ancora in una situazione in cui bisogna essere molto prudenti e attuare misure proporzionate. Mi permetto di ricordare che quando è partita la seconda ondata avevamo un numero di casi giornalieri sei volte inferiori a quelli attuali, i ricoverati erano in media 600 a fronte degli oltre 3.000 di oggi, nelle terapie intensive un numero dieci volte inferiore ai 342 attuali e un numero dei decessi giornaliero tre volte inferiore. Con questa base di partenza di fronte ad una terza ondata il rischio è che vengano travolti gli argini. Ecco perché è fondamentale continuare ad abbassare la curva dei contagi e mantenere il massimo rigore. Guai a pensare che la battaglia è vinta”.





