Aprile 22, 2026

Un nuovo tipo di didattica. A Sant’Oreste nasce la “Scuola in movimento”.

Quest’anno la scuola elementare Silocchi di Sant’Oreste sperimenterà un nuovo tipo di didattica.

A molti il progetto sembrerà già sentito, infatti l’idea è nata due anni fa ma oggi, constatandone il successo, si è arricchita di nuove tecniche.

Questa didattica innovativa, spiegano il maestro Elio Pinto e la maestra Giordana Diana, nasce dalla constatazione che «la scuola così com’è non funziona». I voti numerici non sono in grado di mostrare il percorso del singolo bambino e la lezione frontale continua a far primeggiare un certo tipo di studente, quello che rende bene davanti alla pagina del quaderno.

Ecco perché i docenti, supportati dalla quantità di studi oggi a disposizione, hanno cercato un modo per rendere la didattica veramente inclusiva e a misura di tutti. I maestri, non riconoscendosi in altre tipologie di insegnamento ‒ come la “scuola senza zaino” ‒, hanno scelto e adottato metodi specifici per il tipo di messaggio che avevano in mente.
Oggi questa nuova didattica si chiama: “scuola in movimento” e comprende l’introduzione del metodo analogico, un ambiente di apprendimento flessibile, la didattica aperta e la valutazione autentica.

La presentazione del progetto

Per presentare le novità introdotte quest’anno è stato organizzato per il primo giorno di scuola un inizio davvero particolare.
Arrivati di fronte all’istituto, bambini e genitori si sono trovati davanti un muro di cartone al posto della solita entrata.
Sono stati distribuiti a tutti dei post-it ed è stato chiesto a ciascuno di scrivere che cosa intendesse per muro e quali ostacoli si fosse trovato ad affrontare nel corso della propria vita.

 

I bambini della scuola elementare Luigi Silocchi attaccano sul muro i post-it.
I bambini della scuola elementare Luigi Silocchi attaccano sul muro i post-it.

E così, come tante farfalle colorate, i post-it sono stati attaccati sul muro pronto per essere abbattuto dalla preside della scuola, Loredana Cascelli, e dal Sindaco di Sant’Oreste, Valentina Pini.
«Questo abbattimento del muro è un messaggio», chiarisce il Sindaco, «possibile solo grazie alla sinergia creatasi tra l’amministrazione, la dirigenza e il corpo insegnante».

Tuttavia non è stato solo un muro concettuale a cadere. La novità più grande di quest’anno è proprio l’assenza di una parete divisoria tra la classe della seconda e della terza elementare. Un’unica aula per ottimizzare gli spazi e per imparare a condividere.

La “Scuola in movimento”

In comune non saranno solo i luoghi delle lezioni ma anche il materiale. Al posto degli astucci infatti ogni isola – gruppo di quattro banchi ‒ avrà una scatola con tutto il necessario e sarà compito di un responsabile, eletto tra i bambini, accertarsi che, a fine lezione, tutto il materiale torni indietro. Sarà una sua responsabilità anche prendere le presenze dei compagni e controllare la pulizia sopra e sotto l’isola.

Sulle pareti della classe i maestri hanno appeso, ad altezza bambino, tutto il programma diviso per materie. «Non ci sarà più l’apprendimento goccia a goccia, sarà come avere il mouse in mano e scegliere su quale icona cliccare». Questo perché la società è cambiata e anche la scuola deve mutare. «Oggi un bambino impara a riconoscere prima l’icona di YouTube che una lettera dell’alfabeto» spiega il maestro Elio.

Un nuovo tipo di didattica: la parete dedicata all'italiano.
La parete dedicata all’italiano.

Cambierà anche la modalità con cui i bambini faranno i compiti. Chi fa il tempo pieno studierà a scuola nelle ore settimanali messe a disposizione dai docenti. All’inizio dell’anno tutti gli studenti avranno gli stessi esercizi che poi nel corso dei mesi si differenzieranno a seconda delle esigenze di ciascuno. Questa personalizzazione sarà permessa grazie all’introduzione della valutazione autentica che consentirà di evidenziare, in maniera narrativa, i punti di forza e i punti da rafforzare di ogni studente.

Le reazioni

Come hanno reagito i bambini a questi cambiamenti? Sembrerebbe con grande euforia. Come dice con un sorriso la maestra Giordana sono pronti a toccare «tutto il toccabile». Infatti c’è già chi si è preso un libro e si è steso sul tappeto e chi gioca con microscopi e bilance.
Se ha ragione il maestro Elio che la porta dell’apprendimento ha una maniglia sola ed è all’interno oggi i bambini quella chiave l’hanno girata.

Preside e Sindaco sono orgogliose dell’iniziativa. Mantenendo la metafora del muro la dirigente spiega che ci sono tre tipi di scuole: quelle che i muri li alzano, quelle che li abbassano e quelle che invece li abbattono e si capisce che lei è fiera di essere alla guida di un istituto che oggi quel muro l’ha abbattuto e che, al di là dell’ostacolo, guarda a cosa ci sarà dopo.

Vittoria Gravina
Vittoria Gravinahttp://www.vittoriagravina.com
Sono laureata in Comunicazione e dopo aver frequentato un corso di Editoria e Scrittura ho cominciato a lavorare come Editor letterario con case editrici e come freelance. ​Mentre continuo a specializzarmi leggo storie e me ne nutro. Per respirare scrivo. Nella mia vita sono importanti gli incontri, le arti e la contaminazione ma mi basta essere in mezzo ai libri per essere felice. Di recente mi sono appassionata alle figure femminili che mi hanno preceduta. Vuoi saperne di più? Visita il mio sito personale: www.vittoriagravina.com

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