La Regione Lazio rischia di veder vanificato quanto di buono fatto fin qui con la campagna vaccinale.

A scatenare la protesta dei cittadini, la decisione comunicata oggi di posticipare la seconda dose di Pfizer a 35 gioni (5 settimane) anche per coloro che hanno già fatto la prima o comunque sono prenotati dal 17 maggio in poi.

In calce all’annuncio della decisione, sulla seguitissima pagina Fb di Salute Lazio dopo due ore ci sono almeno già oltre duemila commenti e sono praticamente tutti di protesta. Soprattutto, ma non solo, da parte di chi ha patologie e aspettava impaziente la seconda dose per sentirsi finalmente tranquillo.

Quello che viene più contestato è il criterio della retroattività della decisione, che va a coinvolgere chi ha già fatto la prima somministrazione. C’è poi chi ricorda che è soltanto il Lazio come regione ad aver preso questa decisione in Italia, segnale forse che qualcosa non è stato calcolato bene dalle parti dell’assessorato alla Sanità.

D’altra parte – e questo è un nostro pensiero – si è arrivati a questa decisione perché scarseggiano le dosi di Pfizer e non “perché si vuole allargare la platea con la prima dose” come è stato scritto nel comunicato ufficiale della Regione.

E le dosi di Pfizer scarseggiano perché dopo le polemiche e i dubbi su AstraZeneca, all’atto di prenotare la stragrande maggioranza delle persone ha scelto Pfizer. Nel Lazio, infatti, a differenza di altre Regioni nel momento della scelta dell’hub vaccinale si è già a conoscenza del vaccino che sarà somministrato. considerato che la lista circola già da mesi sui social e nelle mail degli utenti.

L’errore vero della Regione Lazio è stato quello di non coinvolgere a dovere, come hanno chiesto per mesi a gran voce, i medici di famiglia, concedendogli soltanto pochissime dosi a settimana. Medici che avrebbero avuto un ruolo decisivo di persuasione nei confronti dei propri pazienti per suggerirgli anche un vaccino come AstraZeneca, valido a tutti gli effetti ma bistrattato dai cittadini anche a causa di una cattiva stampa.

E ora, per mancanza di dosi a sufficienza di Pfizer – come tra l’altro dichiarato dalla stessa Regione con un apposito comunicato sabato scorso – si vanno a “ritoccare” spostandoli in avanti di due settimane appuntamenti già fissati.

E la protesta, per molti versi giustificata, aumenterà ancora nelle prossime ore.

 

 

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