Riparte dopo 19 anni la strada nuova , la cosiddetta  “gronda”, progetto di viabilità alternativa, che coinvolge i comuni di Fiano, Capena, Castelnuovo di Porto e Riano nato per deviare il  traffico pesante dalla Tiberina e realizzare un percorso alternativo di accesso al casello di Castelnuovo di Porto.

Nei giorni scorsi, presso il comune di Capena, si è tenuta una riunione convocata dall’assessore ai lavori pubblici Barbara Scarafoni per riprendere percorso e  finanziamenti. Vi hanno partecipato il sindaco di Castelnuovo Riccardo Travaglini e l’assessore Nicola Santarelli in rappresentanza del comune di Fiano Romano. Si è concordato un incontro, probabilmente la prossima settimana, per sbloccare l’opera con l’assessore regionale Mauro Alessandri, per altro sensibile al tema visto che è stato sindaco di Monterotondo per 10 anni

Un raccordo anulare che collega le aree industriali

Il progetto esecutivo è pronto da 14 anni, infatti è datato 2007. Il percorso parte dalla zona industriale di Fiano Romano, con un ponte che attraversa il fosso Gramiccia, e entra nel territorio di Capena. Utilizza parte della viabilità comunale, presso il quadrivio della Madonnina attraversa la provinciale, imbocca la comunale correggendo il tracciato ed eliminando curve pericolose per collegarsi infine alla rotonda del casello. Si definisce così un cerchio , una sorta di “raccordo anulare tiberino” che mette in connessione l’area industriale di Fiano, quella di Castelnuovo e bypassa l’area commerciale tiberina. Collegati  a questo anello, il tracciato di Riano al servizio dell’area logistica già esistente e di quella che verrà,  e quello della Traversa di  Ponte del Grillo, connesso a sua volta con il distretto produttivo di Monterotondo.

Tutto il traffico pesante eviterebbe così la Tiberina e quel  miglio d’oro oggi dell’area commerciale di Capena fatto di frequentati centri commerciali, Tiberinus e Arca,  ristoranti di richiamo come Agorà e Francellini, tavole calde, pizzerie, ipermarket, i centri Nissan e Mercedes e la sede ASL, che va rapidamente al collasso per via di un traffico eccessivo. 

Il progetto è del 2002

Meglio tardi che mai. La “prima” del progetto si tenne a Capena nel 2002. C’era ancora l’hotel Feronia ed era sindaco Riccardo Benigni, grande sostenitore dell’opera insieme a Massimo Lucchese, primo cittadini allora di Castelnuovo. Nel 2006 venne firmato un protocollo d’intesa, nel  2007 il progetto è definitivo e finanziato dalla Regione tramite la Provincia del presidente Zingaretti che però successivamente sposta parte dei fondi per altri scopi.

Già nel 2010 i sindaci denunciano “il “colpevole ritardo” della Regione Lazio e della Provincia di Roma nella realizzazione della “Viabilità di gronda” prevista dal progetto “Bretella Salaria Sud – Secondo Stralcio””. Ma era tempo di voto, la protesta sembrava strumentale e infatti  passate le elezioni è calato di nuovo il silenzio. Totale. Qualche lettera, qualche lagnanza ma niente di più.

Gennaio 2021, finisce l’oblio sulle terre sospese

L’oblio vince fino a quest’anno, nonostante qualche lettera e  qualche denuncia via stampa. A Gennaio 2021 infatti cambia tutto. Nello stesso giorno, il 26, la Regione pubblica la determina che da il via libera al progetto di sviluppo sulle terre intorno al casello a Castelnuovo, il consiglio comunale di Fiano approva la delibera che autorizza Amazon a costruire il suo nuovo centro. Negli stessi giorni il Comune di Capena riapre il dossier della nuova strada.  Questa settimana il fascicolo “gronda” va all’attenzione della Regione. L’oblio è finito ma ora bisogna far presto, correre al ritmo di Amazon.