Aprile 22, 2026

I sogni alcune volte diventano realtà: la storia di Donne in campo

Tutto nasce da un sogno: incrementare i rapporti tra le persone, creare occasioni di incontro e parlare. È stato questo il desiderio da cui un anno e mezzo fa è nata a Morlupo l’associazione Donne in campo.

Donne in campo nasce come un progetto al femminile che si propone di diventare un centro di aggregazione e una rete di supporto per le donne. Conta già quasi una cinquantina di iscritti che si ritrovano una volta a settimana, di solito il giovedì o il venerdì sera, per uno dei tanti incontri che la presidente dell’associazione, Katia De Pasquale, ha organizzato.

I temi trattati sono vari perché nascono dalle esigenze e dai desideri dei soci stessi. Spesso, in questi incontri, sono loro stessi a parlare. «Molti non sono insegnanti» mi spiega la presidente «sono concittadini che hanno il desiderio di condividere una loro passione e sfruttano queste serate per farlo». Ecco così spiegate il proliferare di iniziative che oltre a creare un luogo di cultura e informazione diventano anche un momento per conoscersi e parlare.

Oltre a fare informazione, Donne in campo si ripropone di diventare una rete di sostegno per le donne. È per loro, più in difficoltà nel mondo del lavoro, che vengono realizzate molte delle iniziative. Secondo i dati forniti dall’Istat in Italia l’11,1% delle donne aventi almeno un figlio non ha mai lavorato proprio per prendersene cura, un valore alto rispetto alla media europea pari al 3,7%. I tassi di occupazione più bassi si registrano proprio tra le madri di bambini in età prescolare (53% per le madri con figli tra 0-2 anni e il 55,7% per quelle con i figli tra 3-5 anni). Inoltre la percentuale di chi resta fuori dal mercato del lavoro rimane più bassa per i padri rispetto agli uomini senza figli (rispettivamente 5,3% e 9,1%) e più alta per le madri (35,7% rispetto al 20,3%).  Inoltre la mancanza di un’autonomia economica è ancora una delle principali cause della violenza contro le donne. Secondo i dati Istat nel 2014 sono l’1,2% le donne che hanno un partner che impedisce loro di gestire il proprio denaro e quello della famiglia, di conoscere l’ammontare del reddito familiare 0,9%, di utilizzare il bancomat 0,8%. Un dato rilevante se si pensa che nel 2006 erano lo 0,9%.

Nonostante Donne in campo sia una realtà giovane, è già possibile trovare delle forme di aiuto. Grazie alla collaborazione che l’associazione ha stretto con alcune cooperative e la convenzione con il centro Cefru di Civita Castellana molte donne potranno formarsi e iniziare a lavorare.

Tra gli obiettivi futuri c’è il desiderio di allargare la sede e, nell’ottica di fornire un aiuto più concreto a chi è in difficoltà, tenerla aperta più spesso.

Per riuscire in questo obiettivo c’è bisogno dell’aiuto di tutti. L’associazione è a disposizione di chi ha un sogno nel cassetto e di chi invece deve rimettersi in gioco. La presidente infatti conclude il nostro incontro proprio con un appello: «Venitecelo a dire quello che volete fare. Si può fare». E in fondo non è così lontano da credere, perché se Donne in campo è nata è proprio grazie all’ascolto di un sogno.

 

INFORMAZIONI E CONTATTI UTILI

Associazione Donne in campo

Corso Umberto 29, Morlupo

335 1577799 Katia De Pasquale

La pagina Facebook: Donne in campo

Vittoria Gravina
Vittoria Gravinahttp://www.vittoriagravina.com
Sono laureata in Comunicazione e dopo aver frequentato un corso di Editoria e Scrittura ho cominciato a lavorare come Editor letterario con case editrici e come freelance. ​Mentre continuo a specializzarmi leggo storie e me ne nutro. Per respirare scrivo. Nella mia vita sono importanti gli incontri, le arti e la contaminazione ma mi basta essere in mezzo ai libri per essere felice. Di recente mi sono appassionata alle figure femminili che mi hanno preceduta. Vuoi saperne di più? Visita il mio sito personale: www.vittoriagravina.com

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