Viabilità di Gronda che ne è stato?
Il 2025 doveva essere l’anno di avvio dei cantieri invece l’opera è scomparsa dai radar, impelagata di nuovo nei meandri di una struttura regionale dove regna pressappochismo e superficialità. La Regione ha comunicato che i lavori prenderanno il via nel 2026. Ma regna l’incertezza e i sindaci mettono le mani avanti. Domani se ne parla a Capena nel corso di un incontro organizzato da Valerio Nardi responsabile del coordinamento Cassia-Flaminia- Tiberina del Partito democratico, in via IV Novembre 41, a cui parteciperanno tutti i primi cittadini dei comuni interessati dal nuovo tracciato.
L’incontro si svolge sotto l’egida del Pd, sarà presente il segretario regionale Daniele Leodori, a significare che l’iniziativa vuole essere una assunzione di responsabilità per far uscire dalle sabbie mobili un progetto che è in campo dai primi anni di questo secolo.
Opera figlia di un Dio minore
Da allora, si parla del 2002, procede a strappi come il figlio di un Dio minore, taglio di fondi, faticosi reintegri, faldone dimenticato. In realtà la Gronda sconta un solo limite, è opera senza padrini politici, perché l’area tiberina dal 2000, non ha eletti nelle istituzioni in grado di proteggerne il cammino, non fargli perdere la bussola. Così, spesso gli elaborati tecnici sono finiti nell’archivio delle opere promesse ma sempre rimandabili. L’ultimo ripescaggio è stato fatto ad opera dell’ex assessore regionale alla viabilità Mauro Alessandri, ex sindaco di Monterotondo e attualmente assessore nello stesso Comune. Correva il 2022.
Da allora sono passati altri tre anni, e la Gronda non è di nuovo finita in qualche armadio, solo per l’insistenza dei sindaci. Nonostante questo lavorio ai fianchi della Giunta regionale guidata da Francesco Rocca non c’è stato comunque l’avvio di nemmeno un cantiere.

In attesa di 10 milioni
Oggi sono disponibili per l’opera 12 milioni di euro dei circa 30 necessari a completarla. Altri 10 dovrebbe metterli l’Anas. Un tesoretto derivato da un impegno sottoscritto dall’ex società autostrade dei Benetton, con i sindaci dell’area ai tempi della realizzazione del casello A1 di Castelnuovo di Porto.
La rete autostradale è tornata pubblica, eppure quei soldi non sono ancora transitati nelle casse regionali. È tutto di nuovo fermo al palo. Nel frattempo il mondo della Valle Tiberina è cambiato profondamente. È cresciuta la popolazione ma soprattutto è esplosa l’area logistica. Ai centri produttivi storici di Fiano Romano e Capena si sono aggiunti, in rapida crescita, quelli di Castelnuovo e Riano e l’opera, come è giustamente scritto nella locandina di annuncio dell’incontro. Da utile è diventata urgente.
La tangenziale era utile, ora è urgente
Come è noto la cosiddetta “Viabilità di Gronda” è un tracciato che punta a collegare le aree produttive dei comuni, deviando il traffico pesante dalla Tiberina. Una sorta di “tangenziale” a monte della provinciale il cui percorso si snoda, da progetto, su strade di campagna della giusta ampiezza per carretti trainati da muli e cavalli o trattori, ma utilizzate dai giganteschi tir della logistica o dalle centinaia di furgoni destinati alla consegna di merci strada per strada paese per paese. Ecco non si tratta di fare nuove strade ma di mettere in sicurezza e adeguare quelle esistenti che oggi sono un circuito ad alto rischio.





