Acriter et fideliter, il motto è quello del più piccolo esercito del mondo composto da 110 uomini. La Guardia Svizzera Pontificia è un esercito riconosciuto a tutti gli effetti con una disciplina ferrea, un allenamento duro e il rigore che richiede l’essere la “guardia del corpo” del Papa. Turisti stranieri ed italiani li amano molto, forse per le loro divise, magari per i modi cordiali e rassicuranti o semplicemente per essere a difesa del Capo della Chiesa Cattolica. I santi patroni della Guardia Svizzera Pontificia sono San Martino (11 novembre), San Sebastiano (20 gennaio) e San Niklaus von Flüe,”Defensor Pacis et pater patriae” (25 settembre). Ogni 6 maggio in ricordo del “sacco di Roma”,le nuove reclute giurano nel cortile di San Damaso.
Noi abbiamo cercato di scoprire qualcosa di più sulla Guardia Svizzera Pontificia dalle parole del Vice-Caporale Loris Follonier.

Foto Guardia Svizzera Pontificia
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Come ci si arruola?

Ci sono diverse condizioni per diventare una guardia svizzera. Il Corpo è composto esclusivamente da giovani svizzeri. La prima condizione è dunque di essere cittadino svizzero di sesso maschile. Il candidato deve essere cattolico praticante e celibe (potrà sposarsi quando avrà almeno 25 anni di età, 5 di servizio e che si impegnerà per 3 anni di più). Il giovane che desidera far parte della Guardia deve avere almeno 19 anni ma al massimo 30. Deve godere di una buona salute, una reputazione irreprensibile e superare l’altezza di riferimento di 1.74m. Il candidato deve inoltre aver completato un apprendistato AFC o conseguito la maturità, come anche la scuola reclute nell’Esercito svizzero. In fine, il candidato deve obbligarsi per almeno 26 mesi.

Foto Guardia Svizzera Pontificia

Che significato ha la divisa?

Al contrario di quello che credono tanti, non è stata disegnata da Raffaello. La divisa attuale della Guardia risale all’inizio del XX° secolo: deve la sua esistenza al Comandante Jules Repond (1910-1921). I colori blu, rosso e giallo sono caratteristici del casato dei Medici. A seconda del servizio che facciamo, cambiamo il basco con l’elmo nero. E per le grande solennità (Natale, Pasqua, elezione di un nuovo Sommo Pontefice, come anche per il Giuramento delle nuove guardie), indossiamo una corazza del XVIII° secolo e l’elmo bianco.

È vero che le guardie Svizzere hanno in dotazione un’arma segreta?

Sembra opportuno citare il Comandante della Guardia nel suo discorso che ha fatto in occasione del Giuramento 2016: ” Al momento giusto, all’inizio dell’anno, un generoso donatore ci ha sorpresi con un regalo. Egli ha fatto pervenire alla Guardia Svizzera Pontificia l’arma più efficace che esista sul mercato: il “Combat Rosary“, letteralmente rosario per il combattimento. Subito è stato dato in dotazione a tutte le Guardie. È importante che ritroviamo la via della preghiera, soprattutto alla preghiera del Rosario. La nostra vita, le nostre opere e le nostre azioni sono nelle mani di Dio. Questo però non significa che possiamo rinunciare alle armi e alle esercitazioni. Dio ci usa come strumenti per scongiurare il male in alcune situazioni. Per questo servono una fede salda, fiducia in Dio e preghiera. Durante una messa mattutina nella cappella della sua residenza, Papa Francesco ha detto: “La fede è vittoria”. Lo scorso anno, nell’udienza concessa in occasione del giuramento delle nuove Guardie, il Santo Padre ha invitato i giovani a dedicarsi sempre più alla preghiera anche durante il servizio. Di tempo a disposizione ce n’è sempre. E vi assicuro che questo invito viene seguito. Aiutiamoli anche noi e preghiamo Dio dal più profondo e la Beata Vergine Maria particolarmente in questo mese a Lei dedicato, perché tengano lontano da noi ogni male.”

Un caso unico: un corpo militare che cattura la simpatia della gente e dei turisti…

Noi non proteggiamo una qualsiasi personalità: proteggiamo il Santo Padre, cioè il Capo della Chiesa Cattolica, il Vicario di Cristo. Tocca anche a noi quindi, pure se siamo un corpo militare, vivere, “incarnare” il messaggio pacifico che il Vangelo cerca di comunicare a tutti. Grazie alla nostra divisa colorata, i turisti non ci temono come se fossimo armati. Questo ci aiuta molto a compiere il nostro servizio cercando sempre di essere vicini ai valori cristiani e di accogliere anche chi chiede una semplice informazione.

Che tipo di addestramento e qual è la giornata tipo della guardia Svizzera?

La truppa è organizzata in tre squadre che coprono il servizio regolare h24. Questo comprende i controlli agli ingressi dello Stato come anche la sorveglianza del Palazzo Apostolico e della residenza del Santo Padre. Al servizio regolare si aggiunge il servizio straordinario: Udienze e Celebrazioni pubbliche del Santo Padre, accoglienza dei presidenti e degli ambasciatori, visite nelle parrocchie, viaggi apostolici. Se teniamo conto di tutto questo, capiamo rapidamente che la giornata tipo, da noi, non esiste.

Anche il corpo delle Guardie Svizzere sbarca sui social?

Le esperienze degli altri corpi militari o di polizia, sia in Svizzera che in Italia, hanno mostrato che i social sono un vettore importante di comunicazione con i giovani. Sono loro che oggi noi dobbiamo raggiungere, perché un giorno desiderino anche loro diventare guardie svizzere. L’abbiamo provato, e funziona. La Guardia oggi si può trovare sull’internet, il nostro nuovissimo sito www.guardiasvizzera.ch, ma anche su Facebook, su Instagram e su Youtube, dove condividiamo una volta al mese una clip di qualche minuto che presenta un elemento della nostra vita al Vaticano.

Quali sono i compiti della Guardia Svizzera oltre che presiedere udienze e ricevimenti?

I nostri principali compiti sono cinque:
Proteggere il Santo Padre e la sua residenza.
Accompagnare il Santo Padre durante i suoi viaggi apostolici.
Controllare gli ingressi ufficiali della Città del Vaticano.
Eseguire servizi d’ordine e di onore
Proteggere il Collegio dei Cardinali quando la Sede Apostolica è vacante.

Per prevenire attentati terroristici il ruolo delle Guardie Svizzere com’è cambiato?

Uno dei grandi cambiamenti è stato fatto nella formazione che ricevono le reclute. Da ottobre 2016, oltre al mese di formazione che fanno qua nel Vaticano, le reclute partono per un mese per Isone, campo di addestramento delle forze speciali dell’Esercito Svizzero e della scuola di polizia del canton Ticino, dove gli istruttori della polizia cantonale ticinese gli danno una buona formazione di base: tiro e difesa personale, sicuramente, ma anche lotta contro l’incendio, pronto soccorso, diritto penale, psicologia, sport.Un aggiornamento costante delle tecniche di formazione ci permette di tenerci al passo con i tempi.

Papa Francesco si è espresso sul nuovo corso delle Guardie Svizzere, che secondo il Pontefice devono essere :”forti, coraggiosi ma allo stesso tempo gentili e accoglienti”, cosa ne pensa?

Il Santo Padre ormai ci conosce da più di 6 anni. Penso che ha capito bene chi siamo e quali sono i requisiti, anche umani, per svolgere bene il nostro servizio. Siamo qui per servirlo e naturalmente ci addattiamo alle sue esigenze.