“Per i vaccini a mRna” contro il covid, come quelli di Pfizer/BioNTech e di Moderna, “al momento non sono stati identificati analoghi segnali di rischio” di trombosi rare come quelli, rarissimi, riscontrati per i vaccini AstraZeneca.

La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, nell’allegato alla circolare con cui il ministero della Salute aggiorna le indicazioni per l’uso del vaccino anglo-svedese, fa riferimento anche agli altri farmaci.

Per quanto riguarda gli antri vaccini anti-Covid “che utilizzano piattaforme vaccinali virali”, per esempio quello di Janssen (Johnson & Johnson), “non è ancora possibile esprimere un giudizio” sul rischio di trombosi rare, si legge ancora.

Quanto ad Astrazeneca, la Commissione puntualizza che “alla luce dei dati attualmente disponibili, non è possibile esprimere raccomandazioni circa l’individuazione di specifici fattori di rischio” che potrebbero predisporre a trombosi rare dopo vaccinazione anti-Covid con il prodotto di AstraZeneca, “e nel contempo non sono identificabili trattamenti preventivi dei suddetti episodi trombotici”.

Arte: Francia danneggia scultura italiana, l’autore fa causa al governo
Ancora una volta una diatriba in tema di opere d’arte vede la Francia contrapposta all’Italia. Al centro della vicenda la decisione delle autorità francesi di non risarcire un noto scultore del nostro paese, le cui opere di valore sono state danneggiate durante la ristrutturazione di alcuni immobili francesi dove erano ospitate. I fatti risalgono al 2019, quando i ‘Pii Stabilimenti francesi a Roma e a Loreto’, che come noto possiedono diversi immobili nella capitale, avviano dei lavori di ristrutturazione in uno stabile sito in Via del Vantaggio dove lo scultore Bruno Liberatore (unico artista italiano ad avere una intera sala a lui dedicata al Museo Ermitage di San Pietroburgo) tiene esposte le proprie opere d’arte sin dall’anno 2009.

Nel corso di tali lavori, purtroppo, ben 5 capolavori dell’artista subiscono degli ingenti danni, e nonostante le reiterate richieste, lettere e diffide inviate dall’artista e volte ad ottenere un indennizzo per il danno subito, i Pii Stabilimenti non forniscono mai una risposta. Nemmeno le autorità francesi, e lo stesso presidente Macron cui Liberatore si è rivolto, accolgono le richieste dell’artista. Lo scultore si è così rivolto al Codacons, al fine di citare in giudizio il governo francese e ottenere il risarcimento per la distruzione delle sue opere ospitate in un immobile di proprietà della Francia.

L’associazione, che sta completando le carte per una causa al governo francese, ha intanto presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, in cui si chiede di aprire una inchiesta nei confronti dei Pii Stabilimenti e dell’Ambasciata presso la Santa Sede per il reato di danneggiamento aggravato di opere d’ arte di rilevante valore.

Covid Italia oggi, il report: “500mila vaccini al giorno un miraggio”
500mila vaccinazioni al giorno in Italia? Per ora l’obiettivo “resta un miraggio”. E i contagi da coronavirus si riducono ma crolla anche il numero dei tamponi effettuati mentre 14 Regioni restano tuttora sopra la soglia critica nelle terapie intensive. Questo il quadro del Paese alle prese con la pandemia, rappresentato dalla Fondazione Gimbe nel report del monitoraggio dell’emergenza Covid nella settimana dal 31 marzo al 6 aprile.

L’obiettivo “delle 500mila vaccinazioni al giorno per ora resta un miraggio”, rimarca il report. “Tra tagli alle forniture, temporaneo stop ad AstraZeneca e consegne trimestrali ‘last minute’ – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – i numeri di marzo sono lontani dagli obiettivi del piano Figliuolo, che prevedeva di raggiungere 210mila somministrazioni al giorno a metà marzo e 300mila entro il 23 marzo. E soprattutto le 500mila somministrazioni al giorno dal 15 aprile sono ancora un miraggio che rischia ulteriori rallentamenti per le eventuali restrizioni e, soprattutto, le diffidenze individuali sul vaccino AstraZeneca”.

Secondo l’analisi del report: “Quasi un terzo delle forniture relative al primo trimestre (4,37 milioni di dosi) è stato consegnato nelle ultime 2 settimane: con una simile distribuzione, nei prossimi mesi l’obiettivo dei 500mila vaccini al giorno rischia di essere disatteso, anche se il ‘portafoglio vaccini’ del secondo trimestre prevede sulla carta 52,5 milioni di dosi, di cui oltre 1,5 milioni già consegnate da Pfizer. Inoltre, nel periodo 1 marzo–6 aprile sono state somministrate in media 193.021 dosi al giorno (range 93.612-294.187), con un vero e proprio tracollo nei giorni festivi che attesta la necessità di impiegare ulteriore personale per la campagna”.

“Una riduzione dei nuovi casi (-11,1%) sovrastimata dal crollo delle persone testate”, quanto registra il monitoraggio della Fondazione Gimbe nella settimana 31 marzo-6 aprile. Inoltre, secondo il report “sono in lieve calo i decessi, i casi attualmente positivi e le persone in isolamento domiciliare”. “La lentezza con cui scendono i nuovi casi – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe – insieme alla limitata copertura vaccinale dei soggetti più fragili, non permettono di ridurre la pressione sugli ospedali, dove la situazione rimane critica”.

“Per la terza settimana consecutiva – dichiara Nino Cartabellotta – continua la lenta discesa dei nuovi casi, anche se il calo degli ultimi giorni è sovrastimato per il tracollo dell’attività di testing durante il periodo pasquale: -128.141 persone testate rispetto alla settimana precedente e -304.499 rispetto a quella ancora prima”.

Se a livello nazionale la variazione percentuale dei nuovi casi e i casi attualmente positivi “sono in calo”, rimarca la Fondazione Gimbe, “la variazione percentuale dei nuovi casi cresce in 4 Regioni, in particolare in Sicilia e Sardegna dove l’incremento supera il 50%. In 10 Regioni, infine, l’aumento dei casi attualmente positivi attesta inequivocabilmente che il calo dei nuovi casi è ancora esiguo”, sottolineano gli esperti.

“Rimane alta l’allerta negli ospedali italiani”, con indicatori sopra la soglia di saturazione del 30% “in 8 Regioni per l’area medica e in 14 per le terapie intensive con punte di occupazione che superano il 50%”, emerge ancora dal monitoraggio della Fondazione Gimbe.

Secondo il report, “le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid in area medica (sopra il 40%) e in terapia intensiva (sopra il 30%) si attestano rispettivamente al 44% e al 41%, con 8 Regioni sopra soglia per l’area medica e 14 sopra soglia per le terapie intensive. Per queste ultime – prosegue il documento – preoccupa il superamento del 50% in Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Marche, Valle d’Aosta, con una punta del 60% in Lombardia”.

“Sui nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva – sottolinea Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – la media mobile a 7 giorni ha iniziato la discesa, ma il valore registrato il 6 aprile (229 ingressi al giorno) rimane ancora superiore a quello di un mese fa (202 ingressi al giorno)”.

Covid Toscana, Giani: “Oggi 1.153 contagi”. Dati 8 aprile
Sono 1.153 i nuovi contagi di Coronavirus in Toscana secondo i dati del bollettino di oggi, 8 aprile, anticipati dal presidente della regione Eugenio Giani su Facebook. “I nuovi casi registrati in Toscana sono 1.153 su 28.229 test di cui 16.513 tamponi molecolari e 11.716 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 4,08% (12,1% sulle prime diagnosi)”, scrive Giani nel suo post.

Il governatore toscano fa anche il punto sulla campagna vaccinale: “Oltre 32mila dosi somministrate ieri in Toscana. Da oggi però saremo costretti a rallentare a causa delle scarse forniture. Niente discorsi, servono più vaccini!”, è il messaggio di Giani.

Il Libro dei Fatti compie 30 anni

Il best seller dell’informazione, edizione italiana del The World Almanac and Book of Facts, giunge alla sua trentesima edizione!

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