Dove un tempo grandi e piccoli sognavano a naso in su seguendo le evoluzioni del mitico dirigibile Good Year, dal gennaio 2017  ha iniziato a prendere forma una zona attrezzata dove si potrà continuare a star bene e sognare. L’area, oggi proprietà comunale, è quella dove, fino a che c’è stato l’hangar della nave volante, si trovava il parcheggio e il lungo belvedere affacciato  sulla pianura del Tevere, quinta e fondale per anni delle foto di decine di matrimoni.  I locali che fungevano da ingresso all’area del dirigibile e servizi per il personale, oggi ospitano l’Avis. Tutto il resto  invece è stato dato in concessione per altri quattro anni all’associazione “Antonio Perilli, un altro sogno che si realizza” nata per volere di Simona Perilli per dare seguito ad uno dei tanti sogni del fratello amato, distratto altrove da un devastante quanto fulmineo male quattro anni fa

Quello era il posto magico, grande e protetto.

Quello era il loro posto magico, quello dove il papà portava a giocare i due fratelli perché spazio grande e protetto. C’era tanto posto per correre, nessun pericolo e la meraviglia del tubo volante che decollava e atterrava suscitando meraviglia senza fine, tanto che il ricordo ancora emoziona.  Il progetto è quello di recuperare l’area della balconata rifacendo i 1400 metri quadri del pavimento ora divelto per l’abbandono, creare zone verdi attrezzate per pic-nic , piantumare nuovi alberi, i primi saranno quelli di natale e che saranno donati dai commercianti del paese. Inoltre si dovrà dedicare cura e passione alla gestione dello spazio in modo che la zona diventi area comune a disposizione delle varie associazioni e dove programmare, realizzare e fa svolgere  eventi culturali, sportivi, artistici. Cosi si realizza iI piano di recupero di un’area altrimenti destinata al degrado, per farne invece luogo di socialità. L’ipotesi di lavoro ha trovato sponda nel Comune e interesse da parte della Regione Lazio che ha stanziato un contributo.

Domani il Parco inizierà a prendere forma

Domani, sabato 14 dicembre Simona, illustrerà, tenendo a bada l’emozione, quanto è stato già fatto con i fondi propri dell’Associazione e cosa sarà realizzato con il finanziamento regionale. L’idea è una sola: poter dire “un’altro sogno che si realizza”, frase che, come rammenta Simona , era la preferita dal fratellone.  

Io voglio ringraziare il Comune perché ha sostenuto noi sognatori. Mostreremo quello che siamo riusciti a fare in questo ultimo anno – racconta – grazie al sostegno dei cittadini e soci, acquistando il calendario di Toni e rinnovando le quote associative, ma soprattutto grazie ad un grande contributo da parte di Avis Capena e meravigliosi sponsor che vi presenteremo in quella sede. Apriremo invece il nuovo anno utilizzando finalmente i fondi che l’Associazione ha ottenuto dalla Regione Lazio per la riqualifica di aree verdi” .

“Un altro sogno si realizza” , prende il volo diventando spazio per tutti.