La scoperta annunciata oggi dalla NASA con grande enfasi (la conferenza stampa era stata preannunciata la settimana scorsa) riguarda la presenza di acqua sulla superficie lunare che normalmente riceve la luce solare, alimentando la speranza che questa sostanza così importante per la vita possa essere diffusa sulla superficie del nostro satellite. Ciò risulta anche promettente nella prospettiva di alimentare in futuro impianti permanenti e abitati sulla Luna.

La concentrazione di acqua trovata nel cratere Clavio (proprio quello di 2001 Odissea nello Spazio) si stima essere pari ad un centesimo di quella che si trova nel Sahara, tuttavia la sua stessa presenza è notevole.
Nelle parole di Paul Hertz, direttore della Astrophysics Division della NASA a Washington: “Abbiamo indizi che l’acqua si trovi sul suolo illuminato della Luna. Questa scoperta sfida la nostra comprensione della superficie del nostro satellite e solleva interessanti domande riguardo alle risorse utili per future esplorazioni dello spazio profondo”

Nel 1998 era già stata annunciata la scoperta della presenza di acqua sul nostro satellite, grazie alla sonda Clementine della NASA, ma la preziosa sostanza era stata scovata solo all’interno di crateri polari i quali, grazie ai loro contrafforti, mantenevano in ombra permanente il suolo al loro interno. Ciò consentiva che l’acqua fosse conservata grazie ad una costante e bassissima temperatura.

La scoperta è stata realizzata attraverso SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy), un telescopio infrarosso da 2,5 metri di diametro portato da un Boeing 747 a 12 km di quota, premessa imprescindibile per superare gli strati dell’atmosfera terrestre che altrimenti assorbirebbero eccessivamente i raggi infrarossi emessi dalle sorgenti astronomiche. Il telescopio di SOFIA è di gran lunga il più grande mai installato su un aereo e, nei 10 anni di attività, ha al suo attivo diverse importanti scoperte soprattutto relative all’analisi chimica nei corpi celesti

Lo scenario che rende particolarmente interessante questa scoperta è l’impegno della NASA nel Programma Artemis: replica ed evoluzione del Programma Apollo degli anni Sessanta che portò l’uomo sulla Luna. Gli intenti simbolici di #Artemis sono già insiti nel suo nome: Artemide, dea lunare greca, era la sorella di Apollo, dio del Sole, e con questo programma la NASA intende infatti portare sulla Luna anche una donna.