La Procura di Tivoli ha aperto un procedimento per indagare sulla intricata vicenda del raddoppio della Roma Nord. La magistratura vuole vederci chiaro sulle modalità con cui si è arrivati all’avvio dei lavori, il conseguente blocco del servizio da Roma- Montebello a Morlupo e le ragioni che hanno portato alla paralisi dei cantieri. Il fascicolo è stato assegnato alla dott.ssa Di Domenico. L’input alle indagini è partito dall’esposto presentato a metà ottobre dall’avvocato Gianfranco Polinari, in esso si ipotizzano i reati di interruzione di pubblico servizio e omissione di atti d’ufficio. Nelle stazioni abbandonate intanto si fa largo il degrado come dimostrano le foto a corredo del servizio.

Esposti presentati alla Procura di Roma e di Tivoli
Spiega Polinari : “ Il 17.10.2025 ho depositato lo stesso esposto alle Procure di Roma e Tivoli per il gravissimo inadempimento nell’esecuzione dei lavori della Roma Viterbo visto il silenzio ed il supino atteggiamento di chi può agire. Tivoli ha aperto il procedimento ed assegnato il fascicolo alla D.ssa Di Domenico. Nei prossimi giorni integrerò l’esposto con la notizia che l’avvio dei lavori, con trombe e fasce, era una fake news e che i lavori si avvieranno a gennaio 2026. Il mio è un ragionamento di buon senso – aggiunge – voglio capire come sia stato possibile bloccare la linea se, come sembra, non vi erano le condizioni formali e sostanziali per avviare la realizzazione dell’opera. Se le carte non erano in regola si doveva attendere, e procedere alla chiusura della ferrovia, solo dopo che progetti, finanziamenti ed espropri erano definiti. Ora si parla di una ripresa dei lavori a gennaio 2026. Bene voglio capire le ragioni e le responsabilità di chi ha scelto di fermare i treni sei mesi prima recando un danno enorme a migliaia di pendolari”.


Sotto accusa , come è evidente, l’inaugurazione dei lavori avvenuta lo scorso giugno in pompa magna presso la stazione di Castelnuovo di Porto con la presenza dell’assessore regionale, Fabrizio Ghera, altri esponenti dello stesso ente e tutti i sindaci interessati dal lavoro del raddoppio. Da allora, a parte la rimozione di alcuni binari presso la stazione usata come scenografia del bluff, non si è mosso nulla. Per dire, uno degli espropri strategici, quello che riguarda il terreno dove dovrebbero iniziare gli scavi delle gallerie a Castelnuovo di Porto si è risolto, e a metà, solo da pochi giorni. Il Tar ha bloccato l’istanza dei proprietari ma si pronuncerà nel merito in seguito. La vertenza rimane aperta. La stessa presa in possesso dei terreni di uso civico necessari a realizzare il tratto della ferrovia nel comune di Morlupo ha richiesto una procedura amministrativa lunga e complessa. Insomma fino ad oggi tutto si è svolto nel segno dell’approssimazione e della sciatteria. E dove le Istituzioni latitano , entra in gioco la Magistratura e non si tratta certo di una invasione di campo.






