Il 2026, carico di speranze per i nostri atleti, è stato finora a digiuno di trofei. Sicuramente le delusioni più cocenti sono arrivate proprio dai nostri due alfieri nei Top Ten del Ranking ATP, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.
Il primo obiettivo dei due nostri campioni era sicuramente l’Australian Open ma vengono
eliminati entrambi dall’inossidabile Djokovic che, a trentotto anni compiuti, verrà fermato sul campo della Rod Laver Arena soltanto in finale dal fenomeno Carlos Alcaraz, il quale alzando al cielo il trofeo australiano diventa il più giovane tennista di sempre a completare i quattro tornei del Grande Slam.
Un distinguo va fatto sul torneo di Melbourne. Lorenzo Musetti è costretto al ritiro nel 3° set del quarto di finale con Novak Djokovic a causa di un problema muscolare alla gamba destra. Il toscano aveva fin lì dominato il dieci volte vincitore degli Australian Open, avendo vinto i primi due parziali per 6-4, 6-3.
Sinner invece ha perso in cinque set nonostante i 26 ace e i 76 vincenti messi a segno. Djokovic è riuscito a prevalere grazie a una straordinaria tenuta mentale, salvando ben 16 delle 18 palle break concesse, di cui 8 nel quinto set decisivo.
Mentre Musetti era obbligato ad uno stop forzato, Sinner verrà eliminato nei quarti di finale a Doha per mano di Jakub Mensik, in una delle sorprese più significative del calendario tanto da far scatenare il web su una possibile crisi del nostro numero 1.
Prima di fare il punto sui nostri due gioielli veniamo alla cronaca della prima domenica di Marzo, una primavera anticipata per il nostro tennis.
Flavio Cobolli – Trionfo al Torneo ATP 500 di Acapulco
Inizio anno in salita per il 23enne romano. A Melbourne l’azzurro non riesce a sfatare il tabù Australian Open e, menomato da un fastidio fisico, esce di scena all’esordio cedendo in tre set al britannico Arthur Fery, proveniente dalle qualificazioni.
Non va meglio i primi di febbraio all’Atp 250 di Montpellier. Cobolli, testa di serie N.2 del seeding si ferma al secondo turno nel derby azzurro con l’amico Luca Nardi sconfitto in due set. Una prestazione sicuramente brillante del pesarese, in controllo del match con il suo gioco pulito dall’inizio alla fine, quanto sottotono quella del romano.
All’ATP 500 di Dallas per Cobolli prosegue la crisi nera. Flavio, ventesimo nella classifica mondiale, si arrende a Jack Pinnigton Jones, numero 181 del mondo, che arrivava al primo turno da qualificato. Il britannico si è imposto su Cobolli in due set, con il netto punteggio di 6-2, 6-2 in meno di un’ora di gioco.
A questo punto emerge il carattere del nostro azzurro, la sua forte personalità e lo spirito competitivo e tenace.
All’ATP 250 di Delray Beach Open arriva un Flavio rinnovato e motivato. Il suo percorso si ferma in semifinale dove cede a Sebastian Korda. Dopo un primo set combattutissimo e terminato al tie-break. Nel secondo l’inerzia si sposta dalla parte dello statunitense che esprimendo un tennis di alto livello prende il largo tra colpi vincenti e una straordinaria resa al servizio.
L’azzurro ritrova fiducia e parte per la trasferta messicana.
l’ATP 500 di Acapulco segna la rinascita del tennista romano. Testa di serie N.5 del seeding approda in finale battendo il serbo Miomir Kecmanovic, vincitore su Zverev al secondo turno. Nella Riviera del Messico Cobolli vive una notte da sogno. L’azzurro ottiene una convincente vittoria contro l’americano e numero 8 del seeding Frances Tiafoe per 7-6, 6-4. Una gran partita da parte di Flavio, che lo porta a conquistare il terzo titolo Atp in carriera, il secondo a livello ‘500’ e il primo del 2026. Primo trofeo italiano in singolare di questa indimenticabile domenica e primo in questa stagione. Conquista il suo miglior ranking ATP posizionandosi al N.15.
“Sono davvero felice – ha dichiarato l’azzurro al termine della partita -. Non avevo mai battuto Tiafoe e sono felice di esserci riuscito. Sognavo da bambino momenti del genere, sono felice per me e per la mia famiglia. Penso di meritarmi queste soddisfazioni”.
Simpatico siparietto durante la finale che ha visto utilizzare per la proposta di matrimonio una palla gigante da tennis con su scritto: Mi vuoi Sposare?. Il sì lo voglio tra le lacrime ripreso dalle telecamere del circuito tra gli applausi del pubblico.
Luciano Darderi – Trionfo al Torneo ATP 250 di Santiago
Un 2026 scintillante per l’italo-Argentino, attualmente tra i migliori giocatori sulla terra rossa.
L’anno inizia nel migliore dei modi con l’ottima prestazione agli Australian Open, non certo la sua superficie preferita, dove raggiunge per la prima volta in carriera fermandosi agli ottavi nel derby azzurro con Sinner.
A febbraio inizia la sua trasferta in Sud America nella sua terra d’Argentina con il Torneo ATP 250 di Buenos Aires. Testa di serie N.2 del seeding approda in finale battendo l’agguerrito Sebastian Baez. La finale con l’altro specialista della terra rossa Francisco Cerundolo, numero 1 del seeding e 19 del ranking ATP, vede sfumare a Darderi la conquista del suo quinto titolo ATP. L’argentino al terzo tentativo, riesce a vincere l’Atp 250 ‘di casa’, l’azzurro raggiunge comunque il suo best ranking ATP attestandosi alla posizione N.21.
Al Torneo ATP 500 di Rio de Janeiro i due finalisti di Buenos Aires pagano lo scotto della fatica accumulata nel torneo appena concluso e, piuttosto scarichi, escono l’azzurro al primo e l’argentino al secondo turno.
Il primo titolo del 2026 era oramai nell’aria e finalmente si concretizza a Santiago del Cile. Con la vittoria al Torneo ATP 250 del Chile Open Luciano Darderi conquista il quinto titolo Atp in carriera, ancora sulla sua amata terra rossa. Cordoba, Marrakech, Bastad, Umago e adesso anche Santiago del Cile confermano l’azzurro come il migliore sulla terra rossa nell’ultimo anno.
“Non mi aspettavo di vincere qui, non ero mai andato oltre i quarti. E’ fantastico. Vincere così presto un titolo mi dà molta fiducia per il resto della stagione” ha dichiarato l’azzurro al termine della partita.
Con vittoria in finale di Luciano Darderi su Yannick Hanfmann, n. 81 al mondo, con il punteggio di 7-6, 7-5, si conclude una domenica straordinaria per il tennis italiano, iniziata con il trionfo di Flavio Cobolli ad Acapulco e proseguita con il primo titolo Challenger di Federico Cinà.
Federico Cinà – Trionfo al Torneo Challenger 75 Pune, India
Il tennista palermitano, classe 2007, forse sconosciuto ai più, si è fatto notare grazie ad una crescita costante tra il 2025 e l’inizio del 2026, passando dal circuito Junior e ITF alle prime vittorie significative tra i professionisti.
N.2 al mondo nel ranking ATP under 19 – li compirà il 30 di marzo – e N.183 in classifica generale, Federico rappresenta la punta di diamante delle nuove leve tennistiche del nostro paese.
Allenato dal padre Francesco, ex coach della tennista italiana Roberta Vinci, finalista
degli US Open 2015 è figlio d’arte anche da parte di madre, Susanna Attili, che è stata una giocatrice professionista ex n° 131 WTA.
Alla sua quarta finale Challenger, dopo le tre (Creta, Tbilisi e Amburgo) perse nella scorsa stagione, arriva il primo titolo in carriera per Federico Cinà che trionfa sul cemento di Pune al Maha Open, torneo Challenger 75, in India, battendo in finale il britannico Gill in tre set. Una vittoria da brividi raggiunta al tie-break nel terzo set dove ha dominato con un netto 7-1.
Il ragazzo è da seguire e gli auguriamo di scrivere un nuovo capitolo nella storia del tennis italiano.
Lorenzo Musetti – Torna ad allenarsi in campo
Dopo l’infortunio agli Australian Open che lo ha costretto a altare la trasferta sudamericana, Musetti tornerà nel circuito con i Masters 1000 di Indian Wells (4-15 marzo) e Miami (18-29 marzo).
“Dopo settimane di recupero, duro lavoro e tanta pazienza sono finalmente tornato in campo. Non vedo l’ora di tornare a competere e di sentire il vostro supporto” il messaggio di Lorenzo ai fan sul canale social di Instagram.
Jannik Sinner – è crisi?
Certo, a pensarci bene ci vuole del coraggio a processare il N.2 al mondo, vincitore di 4 Slam. La sconfitta a Melbourne e lo stop a Doha inflitto da Jakub Mensik che, permettetemi di dire, oltre ad essere a 21 anni N.12 al mondo ha giocato contro Sinner una delle sue migliori partite in assoluto, non hanno sicuramente fatto bene al morale dell’azzurro.
Al termine della partita con Novak Djokovic ha dichiarato “A volte ho fatto delle scelte non giuste ma dall’altra parte delle rete oggi c’è stato un grande giocatore a cui bisogna fare tanti complimenti”. Poi lucidamente ha riconosciuto quello che tutti noi spettatori avevamo visto nella semifinale australiana: “Ho avuto molte occasioni, non le ho sfruttate. Ho dato tutto ma non è bastato”
Ed ancora, dopo l’incontro con Mensik: “Non è successo nulla di grave, nessun disastro: sono momenti che succedono nel tennis, ma sono molto sereno, prima o poi mi tiro fuori e riparto“.
C’è da dire che si è notato quanto ultimamente stia cercando di variare il suo gioco e crescere ancora, anche se questo può passare inevitabilmente attraverso fasi complesse.
Aspettiamo di vederlo in campo al “Sunshine Double”. Sul cemento di Indian Wells e Miami scopriremo quanto del lavoro svolto dall’azzurro porterà i suoi frutti.
Chiudiamo con una notizia che conferma l’attuale stato di salute del nostro tennis: per la prima volta nella storia l’Italia ha tre giocatori nei top 15 del ranking ATP Mondiale: Jannik Sinner N.2, Lorenzo Musetti N.5 e Flavio Cobolli N.15. Nessuno come noi. Intanto Luciano Darderi si affaccia alla top 20.





