Medici di famiglia in rivolta nel Lazio. Questa settimana ognuno può fare solo sei dosi di Pfizer. Marzo finisce con una loro marginalizzazione nella campagna vaccinale. Ed è errore grave che si ripercuote sui cittadini. Su facebook viaggia la protesta: “Passiamo la settimana a determinare le persone che rientrano nei canoni per ricevere il vaccino – scrive la dottoressa Rosalba Montreali di Capena –  facciamo telefonate per dare appuntamenti, dobbiamo spiegare e rispiegare perché tocca ad una persona piuttosto che un’altra e poi ci danno 6 vaccini a settimana e parlano di 20 vaccini al giorno in farmacia… Allora dobbiamo richiamare tutti, stilare nuove liste prenderci gli insulti della  gente. È difficile resistere ma noi non gliela daremo vinta fino a che la ASL non ci dirà che non ci darà più i farmaci. Questa è la situazione al momento è giusto che i pazienti sappiano”.

Centinaia di medici hanno ricevuto meno della metà dei vaccini ordinati

La rabbia si basa su dati precisi. La campagna vaccinale per i medici di base è partita il 1 marzo. In questo mese, secondo i dati della Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale, hanno ordinato 9.796 fiale, utili a fare circa circa 100 mila vaccinazioni. Ne hanno avute  solo 5476. Sono state così immunizzate solo 48.971 persone. Al posto dei vaccini sono arrivate ai medici lunghe circolari della ASL con l’annuncio che i farmaci sarebbero arrivati con il contagocce o per nulla.

I professionisti che hanno ordinato le fiale sono stati a marzo 2430, di questi solo 2073 hanno avuto risposta e il 14,7%, pur avendo ordinato, è rimasto a secco. Dietro questi numeri ci sono pazienti, molti anziani e vulnerabili, che ancora aspettano.

Il sistema degli hub va bene, nel Lazio l’organizzazione vaccinale messa in campo funziona meglio che in altre regioni,  ma non basta. E’ del tutto evidente. Occorre cambiare passo e velocemente puntando sulla prima linea del sistema. Se si vuole chiudere davvero al più presto la stagione delle chiusure e dei sacrifici.

I medici possono fare 700mila vaccini ogni mese

Secondo la Fimmg, i 2700 medici di famiglia che si sono resi disponibili nel Lazio e che sono destinati a crescere,   sono in grado di vaccinare dalle 10 alle 15 persone ogni giorno. Significa da 27.000 a 45.000 vaccinazioni quotidiane. Questa potenzialità massima si può stabilizzare su una media di 30/35mila inoculazioni quotidiane. Più di quante fatte ieri negli hub. Significa da 700mila ad un milione di vaccinazioni mensili. I medici di medicina generale lo hanno gia fatto nei mesi scorsi, proteggendo contro l’influenza un milione 400mila persone. 

Con i soli hub si va troppo lenti

“La nostra rete è pronta – dice il sindacato – i vaccini, si dice siano in arrivo. Prima di moltiplicare i punti vaccinali, occorre  assicurare ai medici le dosi necessarie. Lo dice il buon senso.  E questa è la soluzione preferita dai cittadini: vaccinarsi dal proprio medico e non dal primo che passa. Ad oggi 31 marzo è stato immunizzato nel Lazio un milione di cittadini, un quinto della popolazione residente. Con questo ritmo arriviamo alla copertura per l’immunità di gregge  ad ottobre. Una eventualità da evitare a tutti i costi perché quello è il periodo in cui, probabilmente, inizieranno a scemare gli anticorpi nei primi immunizzati. La  copertura vaccinale, come è noto, dura dagli 8 ai 10 mesi. Dobbiamo fare presto. Diversamente si innescherebbe un circuito devastante. Assicurate ai medici una fornitura di medicinali adeguata e in tempi certi. Solo cosi ne veniamo fuori presto e bene”.

 

 

 

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