Ieri sera, subito dopo la pubblicazione dell’intervista al sindaco di Riano Luca Abbruzzetti, sono stato contattato dalla signora Cristina Manetta, proprietaria dell’asilo nido chiuso dopo l’ordinanza del primo cittadino, che chiedeva di poter replicare.
Richiesta accordata immediatamente, concordando che stamattina avrei inviato le domande. Cosa fatta.
La signora Manetta, oggi pomeriggio, mi ha contattato dicendo che preferiva inviare un suo scritto, piuttosto che rispondere alle domande. Cosa assolutamente lecita nel diritto di replica che regola il mondo del giornalismo.
Quindi pubblichiamo di seguito la nota inviata dalla signora Manetta, che si configura per noi come un
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DALLA SIGNORA CRISTINA MANETTA, TITOLARE DELL’ASILO NIDO L’ISOLA FELICE
“Dell’intervista al Sindaco Dott. Abbruzzetti ritengo occorra evidenziare alcuni passaggi non corrispondenti alla reale situazione dell’asilo nido.
In particolare le irregolarità riscontrate dall’ASL sono tutte facilmente emendabili, pertanto non si comprendono le ragioni di un provvedimento di sospensione dell’attività, che tanti e gravi disagi ha portato agli utenti della struttura, nonché a tutte le persone che a vario titolo collaborano con l’asilo nido che si sono trovate, alla vigilia di Natale, senza stipendio e senza lavoro.
Si veda ad esempio la questione del fasciatoio troppo basso rispetto al lavandino, o la questione delle placche scadute del defibrillatore. In entrambi i casi la questione sarebbe stata facilmente risolvibile.
Nello stesso senso trovare in cucina in terra del cibo per i gatti non equivale a sostenere che vi sia una contaminazione nei cibi serviti.
L’amministrazione avrebbe potuto semplicemente contestare le irregolarità e dare un termine alla struttura per regolarizzare, senza interrompere un servizio di fondamentale importanza per le famiglie.
Allo stesso modo appare fuorviante l’indicazione che sarebbero prossime soluzioni alternative all’Asilo chiuso, quali la classe primavera e l’asilo comunale in corso di realizzazione, perché entrambe le soluzioni non risolvono i problemi attuali delle famiglie, e potranno essere, nella migliore delle ipotesi, attive solo tra diversi mesi.
L’autorizzazione all’attività dell’asilo nido è stata rilasciata nel 2021 dal Comune a seguito di una regolare istruttoria che prevedeva la comunicazione all’ASL della richiesta di apertura. Solo in data 27.11.2025 1’asilo ha scoperto che nel 2022 1’ASL aveva evidenziato alcune problematiche sulla natura catastale dei locali dove è esercitata l’attività, chiedendo solo al Comune di esprimersi in merito. La nota dell’ASL non è mai stata comunicata all’Asilo, pertanto per oltre tre anni è stata regolarmente svolta l’attività e nessun problema, ne segnalazione è pervenuta all ‘asilo.
Tale situazione è attualmente al vaglio degli avvocati incaricati dalla società in quanto dovrebbe essere normale per un’attività affidarsi alla regolarità di una autorizzazione rilasciata dal Comune.
I passi che l’asilo sta facendo per riaprire sono innanzitutto capire cosa è successo nell’istruttoria della pratica di autorizzazione. Avendo la società dato alla pubblica amministrazione tutto quello che il Comune ha richiesto, occorre innanzi tutto capire qual è il reale problema. Leggere nell’intervista del Sindaco che il primo cittadino ha dei forti dubbi sulla possibilità di riapertura dell’asilo, quando l’autorizzazione all’apertura è stata rilasciata proprio dagli stessi uffici che Egli rappresenta politicamente, è un affermazione che crea un profonda incertezza.
In questo senso, se l’ASL nel 2022 ha segnalato dei problemi che il Comune non ha verificato, l’odierna presa di coscienza appare tardiva, in quanto per tre anni i bambini sono stati all’interno di una struttura non idonea a riceverli.
Cosi chiaramente non è stato, in quanto la struttura ha nei fatti gli spazi idonei ad accogliere i bambini, pertanto si confida nel buon senso di tutti gli attori di questa vicenda, e nella veloce soluzione della vertenza per dare una risposta celere alla domanda di assistenza delle famiglie.
Certo. L’asilo ha curato con amore i bambini, e le famiglie che si sono affidate a noi lo sanno. L’open day è l’unica risposta possibile alla disinformazione. L’open day non servirà a chi ha già affidato i figli all’asilo, ma servirà ad accogliere un paese che desidera delle risposte.
Chiaramente sarà necessario che venga revocata l’ordinanza sindacale in quanto tale possibilità di verifica è ad oggi preclusa dalla chiusura dei locali.”




