Sulla Roma Nord la Regione ha scelto la via della chiusura con pendolari e associazioni. Proposte semplicemente cestinate senza confronto. Per affrontare l’emergenza  che dal 16 settembre si scaricherà su migliaia di pendolari, lavoratori e studenti a causa della ferrovia  ridotta a metà servizio dallo scorso luglio, l’Assessorato ha scelto, il metodo più scontato e la soluzione più vecchia , quella  targata Atac.  Taglio treni nella tratta extraurbana , da 56 a 39, 20 le navette sostitutive nel tratto da Montebello a Catalano, subito dopo Civita Castellana. Da lì a Viterbo da lunedì funzionerà solo una corsa mattutina con partenza alle 6.30 e la ferrovia chiuderà i battenti alle 18.21, ora dell’ultimo giro da Viterbo. Per gli studenti e le popolazioni sette comuni, Corchiano, Vignanello, Vallerano,Soriano del Cimino, Vitorchiano, Bagnaia e altre piccole località, è una mazzata, quasi un insulto. Inoltre in questo tratto gli incroci dei treni nelle due direzioni diventano 8 , quando dovrebbero essere vietati in base al nuovo regolamento. 

PENDOLARI SUL PIEDE DI GUERRA. TAGLIATI 17 TRENI

L’associazione pendolari Roma Nord, è sul piede di guerra: “Come immaginavamo, il nuovo orario partorito da ATAC e approvato dalla Regione Lazio è un colpo al cuore per le speranze di avere una ferrovia e un servizio migliore di quello che abbiamo adesso. Per questo, non potendo tacere su questo ennesimo sopruso abbiamo deciso di confrontare gli orari e di farlo sapere ai diretti interessati, chiedendo informazioni di dettaglio”. I treni extraurbani tagliati rispetto all’anno scorso sono 17, 9 all’andata e 8 al ritorno. I bus sostitutivi passano da 12 a 20.  “L’orario offerto da Atac presenta evidenti criticità, come sottolineato dal Comitato Pendolari – rincara la dose David Nicodemi dell’associazione TrasportiAmo -, nei prossimi giorni presenteremo una relazione di merito. Il servizio ferroviario può e deve essere potenziato”.

LA ROMA NORD DA FERROVIA A GOMMOVIA

Nella lettera inviata all’assessorato regionale ai trasporti, all’Atac e a tutti i sindaci dei comuni attraversati dalla Roma Nord ,il Comitato spiega e rincara la dose delle critiche: “Non possiamo fare a meno di notare che la nostra ferrovia assume sempre più le sembianze di una gommovia e riportiamo l’impietoso confronto con l’orario invernale precedente. Si evidenzia una forte diminuzione dei treni, un corrispondente aumento delle corse bus sostitutive, un accorciamento delle percorrenze.  Se l’orario proposto entra in vigore nella versione in cui è stato diffuso ci saranno,secondo noi, grossi problemi: tanti pendolari e anche tanti genitori sono anche molto preoccupati per gli spostamenti dei loro figli tra gli istituti dei comuni nella parte alta, che non si riesce a gestire con l’offerta di trasporto appena comunicata”.

AVVIATE  CONFRONTO E APRITE LE STAZIONI

La richiesta è precisa spiega Fabrizio Bonanni del comitarto pendolari: “vi chiediamo quindi di analizzare nel dettaglio la tabella degli orari, anche confrontandola con la proposta a voi pervenuta tramite l’associazione TrasportiAmo e alcuni sindaci nella riunione del 4 settembre scorso, per rivederla al fine di fornire un servizio pubblico adeguato alla domanda e al contratto vigente e di integrarla con i treni relativi al servizio urbano da Montebello a Roma-Flaminio”. Infine l’ultimo appello: stazioni aperte  la mattina e soprattutto “in orario di passaggio dei treni poichè spesso questa estate erano inesorabilmente chiuse”. Si annuncia il conflitto che si voleva evitare e che si scaricherà su studenti e famiglie. E’ corsa contro il tempo per scongiurarlo. In serata uno scambio di messaggi tra Comutato pendolari e uffici regionali ha riaperto una via di comunicazione. Ma è un sentiero stetto.

Sponsor