Come Papa Francesco ci ha ricordato c’è “un grande deterioramento della nostra casa comune” (Laudato Si’, 61).
Il Sinodo Panamazzonico, che si è tenuto con la celebrazione del Papa nella Basilica vaticana, si è svolto all’insegna del “plastic-free”. Infatti, all’Assemblea speciale alla quale hanno preso parte 184 Padri e 35 donne non c’era plastica, niente bicchieri né bottiglie d’acqua solo piccole borracce blu ricaricabili con impresso lo stemma Pontificio.
Così come era stato spiegato dal segretario generale del Sinodo Lorenzo Baldisseri ”si farà attenzione a limitare il più possibile l’uso della plastica“.

Nelle strumentazioni di lavoro si sono scelti materiali rispettosi dell’ambiente, dalle borse in tela di fibra naturale alle penne in materiale biodegradabile e la plastica bandita, come confermato da padre Antonio Spadaro, tra i padri sodali di nomina pontificia, spiegando che: “Ci sono state distribuite borse in tessuto. Niente plastica e la Targhetta in carta riciclata“.

Dopo l’enciclica Laudato si, il Vaticano marcia verso una svolta green non solo per questi importanti eventi, il piccolo Stato si è già da tempo convertito ad un sistema di raccolta rifiuti eco friendly tanto che la percentuale di rifiuti indifferenziati è solo del 2% mentre il restante 98% risulta differenziato e con l’obiettivo entro il 2020 di raggiungere percentuali ancora inferiori.

Lo Stato del Vaticano produce circa 1000 tonnellate di rifiuti all’anno, non si vende più plastica mono uso all’interno, si stanno consumando le scorte. L’umido e la raccolta delle potature vengono convertiti in terriccio da compost per i giardini del Vaticano o per quelli di Castel Gandolfo.