Marzo 16, 2026

Chiara Gamberale e la sua “Isola dell’abbandono”

di Maria Vittoria Massarin

 

Ieri pomeriggio non sapevo che avrei assistito alla presentazione di un “Signor Libro”, ma una volta arrivata alla Galleria Alberto Sordi, in Via del Corso a Roma, รจ bastato affacciarmi alle porte d’ingresso per godere di uno spettacolo singolare: i posti a sedere erano tutti occupati, ed in piedi quasi un centinaio di persone aspettavano pazientemente lโ€™arrivo di Chiara Gamberale, autrice italiana di fama ormai internazionale. Solo questo, come sottolineato anche da Luca Briasco, presente in veste di โ€œdirettoreโ€ del dibattito, sarebbe bastato per dare unโ€™idea di cosa rappresenti per molti โ€œLโ€™isola dellโ€™abbandonoโ€. ย 

 

Una volta arrivata la scrittrice, accompagnata anche dallโ€™attore Lino Guanciale, il piccolo palco allestito davanti alla Feltrinelli si รจ subito acceso grazie ad una magnifica interpretazione di Guanciale che servendosi della magia che solo le parole scritte col cuore possono creare, ha regalato a tutti i presenti un biglietto dโ€™ingresso nel romanzo. รˆ facile intuire di cosa parlerร  โ€œLโ€™isola dellโ€™abbandonoโ€, ma sentirlo raccontare dallโ€™autrice lo ha reso ancora piรน facile. Lโ€™abbandono, ci dice la Gamberale, รจ una costante nella vita di tutti. Che sia un abbandono dettato da scelte sentimentali, dalla vita, o da circostanze fortuite, รจ una delle esperienze piรน distruttive, ma allo stesso tempo formative che un essere umano possa provare, e la domanda alla quale lโ€™autrice cerca di dare una risposta รจ tanto semplice quanto spiazzante:

โ€œCome facciamo ad abbandonarci se poi possiamo noi stessi essere abbandonati, anche dallโ€™illusione che ci eravamo creati?โ€

Ed รจ con estrema semplicitร  che Chiara rivela di non avere una risposta, ma di essercisi avvicinata durante la stesura del libro, โ€œperchรฉ lo sapete, รจ per questo che scrivo, lo faccio per rispondermi e per capirmi meglioโ€. รˆ vero, questo libro non รจ andato come inizialmente immaginava, ma la sensazione รจ che raggiungere la nuova mรจta sia stato tanto difficile quanto gratificante, ed una prova sono stati gli altri due estratti letti nel corso dellโ€™incontro. Di questโ€™ultimi Chiara si รจ servita per spiegare che lโ€™ambientazione chiave del romanzo sarร  lโ€™isola di Naxos, creando un parallelo con il mito di Teseo ed Arianna, la storia dellโ€™abbandono per eccellenza, e per introdurci ad una scelta curiosa ma piena di significato: tutti i nomi dei suoi personaggi avranno origini greche ben precise. Lo psicanalista col vizio di portare il lavoro anche fra i suoi amici per esempio, si chiamerร  Damiano, colui che in greco โ€œdominaโ€ e โ€œmanipolaโ€. Nonostante queste caratteristiche non sempre positive da lei stessa attribuite ai personaggi, la Gamberale ci tiene a precisare che non li giudica mai, cosรฌ come nella sua vita, cerca sempre di andare oltre, capire le forze esterne che agiscono sulle persone per portarle ad agire in un determinato modo.ย 

La cosa che piรน colpisce รจ quanto Chiara Gamberale sia trasparente, quanto sia pronta a farsi leggere da tutti noi che considera amici, e che apprezza come tali perchรจ โ€œse leggete quello che scrivo vuol dire che abbiamo degli interessi in comune, no?โ€. Il libro tratta temi importanti che possono risultare pesanti se non trattati con maestria e, stando a quanto ha detto Luca Briasco in uno dei suoi interventi, Chiara ci รจ riuscita alla perfezione, facendo di questo romanzo un punto di arrivo per la sua scrittura, la sintesi perfetta della sua evoluzione stilistica, facendo sรฌ che un ritmo perfetto scandisca ogni pagina del libro, rendendo la lettura piรน leggera ma allo stesso tempo piรน significativa. In conclusione, vale la pena citare lโ€™autrice in uno dei suoi interventi piรน incisivi; parlando della scrittura in generale la Gamberale si รจ lasciata andare ad una frase per rendere giustizia a tutte le scrittrici di romanzi:

โ€œTrovo che sia ingiusto che quasi sempre, quando un uomo scrive dโ€™amore, sia considerato coraggioso, mentre quando una donna fa la stessa cosa si pensa immediatamente che abbia sentito il bisogno di rifugiarsi in un tema sicuro perchรฉ non ha studiato.โ€

Applausi.

Maria Vittoria Massarin
Maria Vittoria Massarin
Classe '97. Ho sempre amato l'astrofisica e la scienza, quindi appena posso mi lascio andare alle meraviglie dell'universo. A 14 anni ho cominciato a prendere parte a simulazioni di riunioni delle Nazioni Unite, e grazie a queste ho capito che nella vita mi sarebbe piaciuto fare due cose: viaggiare e conoscere nuove persone. Per questo motivo ho scelto di studiare scienze politiche e relazioni internazionali alla Sapienza.

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