di Maria Vittoria Massarin

 

Chi può affermare di non rientrare nella categoria di persone che non hanno mai desiderato visitare un posto, magari perché lontano o perché farlo sarebbe troppo costoso?

Quasi nessuno, e se anche voi avete provato questo desiderio almeno una volta nella vostra vita ed il luogo in questione fosse Roma, Angelo Zito nell’agosto 2018 ha messo su carta la soluzione adatta a voi, intitolandola “Chicchere e chiacchere pe’ le strade de Roma”.

Il libro è un capolavoro di romanità nella sua forma più pura, arricchito da bellissime foto che aiutano nella descrizione dei luoghi, spesso nascosti, che l’autore piano piano fa scoprire a chi legge. “Chicchere e chiacchere pe’ le strade de Roma” è un continuo meravigliarsi, un susseguirsi di piacevoli spaccati della città eterna, spesso anche poco conosciuti, rivisitati in chiave scherzosa come solo i romani sanno fare. È Zito stesso che all’inizio del libro ci avverte, e descrive quella che sarà l’esperienza di lettura:

“C’è er detto che certe statue de Roma parleno.

Fossero solo loro!” 

Le statue però non sarebbero state così brave a descriversi da sole se non avessero avuto un narratore altrettanto abile, che non solo presenta magistralmente tutte le opere, ma fa anche in modo che lo stesso lettore le veda sotto una luce diversa, senza il timore reverenziale che talvolta la Città Eterna può incutere. Roma diventa per lo scrittore un pretesto per parlare di storia, ricordi personali, arte e politica.

A quest’ultima sono dedicate le pagine finali, che custodiscono le poesie dedicate ai personaggi politici di oggi, dei quali Zito si prende gioco in modo canzonatorio ma mai irrispettoso, strappando un sorriso a tutti, indipendentemente dai colori politici.

Insomma, una volta arrivati alla fine del libro, ciò che rimane è un profondo senso di conoscenza della città, ma soprattutto un’immensa sensazione di riconoscenza e gratitudine nei confronti di Angelo Zito, che con i suoi versi è stato capace di guidarci per la Città Eterna, senza nessuna pretesa ma soddisfacendo tutte le aspettative che quasi si creano da sole immediatamente dopo la lettura della prima poesia. Il libro fa quello che promette già dal titolo, porta a spasso per Roma il lettore, intrattenendo una piacevole chiacchierata alla scoperta della città.

Ora non ci rimane che aspettare il prossimo lavoro di Zito, “Quanno a Roma governaveno li Papi”, che a giudicare dal titolo sarà un altro capolavoro.

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