L'immagine dei lupi ripresa dalle fototrappole a Capena.

Il lupo è tornato a camminare nelle terre di cui un tempo era animale totemico, sacro. Sono quelle che guardano il Tevere nelle valli e forre tufacee tra Capena, Morlupo, Fiano, Castelnuovo di Porto, Rignano Flaminio, i boschi le caverne del Soratte. Colline e pianure incuneate tra i parchi di Veio e quello di Tevere Farfa. Libere da vincoli e dagli agricoltori che le hanno abbandonate per molta parte dalla fine degli anni’80, sono state ricolonizzate da una ricca fauna di istrici, tassi, ricco, volpi e cinghiali, questi ultimi in gran numero.  Ambiente ideale per il ritorno del lupo che da anni vive nell’area nord di Veio e nella valle del Sorbo. Insomma a due passi. E ora quei due passi sembra siano stati fatti.

Il rifugio del lupo di Andrea Lunerti

Che girassero queste valli fino a ieri era un sospetto, e il nostro giornale lo aveva spesso scritto, oggi però vi è certezza. Le foto che pubblichiamo confermano la sua presenza e non si tratta di un singolo esemplare, magari giovane in cerca di nuovi territori, ma di un piccolo gruppo di almeno tre soggetti con la femmina che probabilmente ha dato alla luce due cuccioli. Dunque una “famiglia” che prova a diventare stanziale. La foto del 10 settembre (che da da apertura a questo articolo) proviene da una fototrappola amatoriale piazzata nelle campagne incolte attorno a Capena, immortala le teste di due lupi poco più che cuccioli, la seconda invece ce l’ha fornita Andrea Lunerti, la sentinella del “rifugio del lupo” a Morlupo, e porta la data del 22 di settembre.

Andrea Lunerti mostra cranio del lupo italico.

La tana è in un forra tufacea, il branco è di tre individui

Racconta Lunerti: “Sono almeno tre anni che monitoro la presenza del lupo in questa zona che è tra le più selvagge del comprensorio. Ora ne ho la certezza piena. L’avvistamento cancella ogni dubbio. Di questo ho già informato i guardia parco di Veio con i quali  nei prossimi giorni effettueremo un sopralluogo approfondito intorno all’area in cerca di tracce e feci utili a  stabilire età e integrità genetica degli esemplari”.

Lunerti spiega che “i lupi quando fa molto freddo si rifugiano in una  grotta che si intravede nella macchia in fondo alla gola confinante con la mia azienda. In genere fanno capolino a dicembre, quest’anno però deve essere successo qualcosa  perché sono arrivati prima, a settembre. Probabilmente è accaduto qualcosa che ha rotto l’equilibrio del branco, forse è deceduto il maschio e ne è arrivato un altro che ha immediatamente coperto la lupa. Un pastore mi ha detto di averla vista con la pancia grossa. Se questa ipotesi è giusta vuol dire che ormai sono nati almeno due cuccioli. Il branco cresce. Sapremo presto se è così. Io spero che la madre porti i piccoli nella tana invernale magari per farli riparare da freddo e piogge”.

Foto del rifugio a Morlupo.

Nel box la storia degli Hirpi Sorani, sacerdoti del Dio Lupo

Andrea Lunerti studia e alleva animali di tutte le specie, è documentarista ed è consulente di molti programmi Rai e gestisce insieme alla sua compagna la fattoria che ogni domenica apre le porte al pubblico. Organizza corsi, diffonde rispetto e cura per la natura e la magia degli animali selvatici. L’azienda è anche centro di prima accoglienza per animali domestici e selvatici. Ma soprattutto narra del lupo ritornato prediligendo il racconto orale magari davanti ad un fuoco. Nel box dove c’è la finestra che guarda il rifugio due pannelli raccontano la storia del rapporto antico del lupo con queste terre. Il Soratte era sede del culto del dio Soranus e gli Hirpi sorani erano i sacerdoti pagani che celebravano i loro riti in onore del Lupo. Erano dediti all’attività di guerra e rapina e si poteva accedere al ruolo solo dopo terribili prove di iniziazione. “Il dio veniva rappresentato con un mantello di pelle di lupo, le cui fauci erano poste sulla testa”.

Un ritorno che dona un nuovo equilibrio

Resti di questi storia si trovano nella antica chiesa di S. Silvestro a Sant’Oreste. Lunerti è la sentinella che aspetta il lupo, fa gli onori di casa al suo ritorno nelle terre che lo hanno visto divinità. Un cerchio si chiude, è la magia di un equilibrio che si ricompone.